“Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà”
No, non avete sbagliato blog, vi assicuro che questo è il miglior inizio per il racconto che state per leggere, dato che il mio viaggio nasce tutto da un sogno che è rimasto chiuso in un cassetto per troppo tempo…
Quindi, complice una settimana di ferie all’inizio di marzo decido di coinvolgere la mia famiglia e organizzo per noi quattro giorni a Dublino.

La “colpa” è del bellissimo libro di Vera Demes di cui vi ha parlato Marta domenica scorsa. Terminata la lettura avevo infatti molta voglia di visitare i tanti luoghi descritti, perché questa è la magia dei libri e delle belle storie: far volare in posti da sogno, che spesso riescono a diventare realtà.
Prima di partire ho comprato una guida che mi ha aiutata a pianificare la nostra breve vacanza soprattutto perché, non avendo troppo tempo, non volevo tralasciare i luoghi più importanti.
Sofisticata e popolare, cattolica e anglicana, tradizionale e all’avanguardia, Dublino coltiva con piacere i paradossi.
La capitale della Repubblica d’Irlanda sorprende per il contrasto tra le sue dimensioni, l’aspetto provinciale e l’effervescenza che vi regna.

È una città a misura d’uomo, molto semplice da vivere e da visitare; una volta scesi dall’aereo troviamo infatti, senza nessuna difficoltà, la fermata del Dublin Express, un pullman che in circa mezzora collega l’aeroporto al centro città.
Ci accoglie un sole bellissimo e arriviamo a Smithfield, un quartiere che si estende a nord del Liffey – il fiume che attraversa tutta la città – noto per i locali alla moda e i mercatini, dove si trova il nostro albergo.
Ci ricevono con la gentilezza che contraddistingue gli irlandesi e, una volta in stanza, ci godiamo qualche attimo di relax prima di partire a esplorare la città.

Decidiamo di muoverci a piedi, il centro infatti era molto vicino, e raggiungiamo “Temple Bar”, un famoso quartiere di Dublino, il cui nome deriva da Sir William Temple, un diplomatico britannico del XVII secolo, che costruì la sua residenza in quella zona.
La prima impressione è stata quella di essere in un luogo magico; ci accolgono milioni di luci che decorano i caratteristici pub, camminiamo felici in un’atmosfera unica nel suo genere quando, attraverso le finestre di un pub, filtra una musica folk suonata dal vivo da una band di musicisti del posto. Era bellissimo vedere come univa tutti i presenti che, felici, improvvisavano addirittura qualche passo di danza.

La fame a un certo punto ha iniziato a farsi sentire e abbiamo deciso di cenare in un antico pub dove poter assaggiare il cibo tipico irlandese: ho scelto il Cottage Pie, un pasticcio di carne cotto al forno e ricoperto da una purea di patate, di cui avevo molto sentito parlare.
Era buonissimo, anche se vi consiglio di mangiarlo con calma, dato che viene servito a temperatura a dir poco rovente!

Per chi volesse cimentarsi in cucina, ecco la ricetta:
La ricetta della Cottage Pie (presa qui!) è semplice da realizzare, serve solo un po’ di pazienza per cuocere i vari ingredienti ma, una volta preparati, bisogna solo assemblare e il gioco è fatto!

Ingredienti
Macinato di manzo 1 kg, Piselli surgelati 200 g, Cipolla 1, Carote 200 g, Concentrato di pomodoro 1 cucchiaio, Aglio 3 spicchi, Rosmarino 1 rametto, Brodo di carne 280 ml, Farina 30 g, Olio EVO 4 cucchiai, Sale qb.
Per il composto di patate
Patate 1.5 kg, Latte 120 ml, 1 Tuorlo d’uovo, Emmental 60 g, Burro 20 g, Sale qb, Pepe bianco qb.
Preparazione
Cuocete le patate, sbucciate e tagliate in 4 parti, in acqua bollente salata. Mentre le patate cuociono, in un tegame con olio fate soffriggere un battuto di cipolla e carota. Aggiungete anche l’aglio spremuto e fate andare per almeno 5 minuti. Trascorso questo tempo, unite in padella anche la carne macinata e lasciatela rosolare molto bene a fuoco moderato.
Vi consiglio di utilizzare un macinato con una buona percentuale di grasso.
Quando la carne avrà assunto un bel colore brunito, aggiungete gli aghi di rosmarino tritati, il concentrato di pomodoro, il brodo, i piselli e la farina. Mettete il fuoco al minimo, amalgamate e lasciate addensare il composto, quindi spengete il fuoco e, se necessario, regolate di sale.
A questo punto schiacciate le patate, aggiungete il burro e 1 tuorlo, mescolate e aggiungete anche il latte e l’emmental grattugiato, insaporite il composto con un pizzico di sale e del pepe bianco. Imburrate una pirofila da forno, quindi mettete prima il composto di carne e di seguito il composto di patate, distribuite in modo uniforme e con i rebbi di una forchetta decorate la superficie. Infornate a 200 °C statico per 25-30 minuti. Sfornate e fate intiepidire leggermente prima di servire.
Accompagniamo il pasto assaggiando la famosa birra Guinness e concludendolo con un ottimo Irish coffee.

Facciamo una passeggiata che ci aiuta a digerire verso l’albergo, appagati e stanchi, pronti a goderci il meritato riposo.
A domenica prossima!
