Il secondo giorno sapevamo già che sarebbe stato brutto tempo, ma ovviamente non ci siamo fatti scoraggiare e, armati di ombrelli e cappelli, ci prepariamo ad affrontare il programma previsto non prima di aver fatto colazione (qui per recuperare la prima parte).

Avete mai provato gli Scones? Sono un dolce tipico delle isole britanniche simile alla pasta brioche, che di solito si usa per accompagnare il thè e che può essere servito con la marmellata, il miele o la crema pasticcera; ecco dovete assaggiarli, ma attenzione, creano dipendenza e ne vorrete sempre di più!
Accompagnati da un buon cappuccino ci hanno dato la carica per affrontare la prima tappa, la visita alla cattedrale di San Patrizio: dedicata al culto protestante della Chiesa d’Irlanda, fu costruita sulla sorgente dove il santo avrebbe battezzato alcuni dei suoi primi fedeli.




Attraversiamo il fantastico giardino che la circonda, impeccabile per ordine e pulizia e decorato con i caratteristici Daffodils, ed entriamo nella basilica avvalendoci dell’audioguida per comprenderne al meglio la storia.
Mi colpisce la particolarità del pavimento: era addirittura possibile donare delle piastrelle visto che lo stesso era in fase di restauro; mi soffermo davanti a un’istallazione in legno dedicata ai bambini uccisi durante le guerre, dove si potevano lasciare preghiere e messaggi dedicati e decido molto emozionata, prima di continuare il giro, di scrivere anch’io il mio bigliettino.
La visita si conclude davanti alla tomba di Jonathan Swift, l’autore de I viaggi di Gulliver, che fu decano della cattedrale dal 1713 al 1715: una lastra di marmo molto sobria e delicata predisposta e incisa da lui stesso.

Usciamo e ci accoglie la tipica pioggerellina anglosassone, da cui però non ci facciamo spaventare e ci dirigiamo a piedi verso la nostra visita programmata al Trinity College.
Avevo questo sogno chiuso nel cassetto da molto tempo e leggere il libro di Vera Demes lo ha decisamente alimentato.
Il Trinity College, fondato nel 1592 da Elisabetta I e organizzato sul modello dei college di Oxford e Cambridge, in origine era un’università riservata agli anglicani. A partire dal 1873 furono ammessi anche i cattolici, ma fino agli anni ‘60 la chiesa disapprovava che i fedeli vi studiassero. Le donne invece non furono accettate prima del 1903. Accoglie studenti provenienti da tutto il mondo ed è considerata un centro di eccellenza per la ricerca.
Iniziamo la visita con il prezioso e fondamentale aiuto dell’audioguida e mi perdo nella storia del college e di come nell’antichità venivano realizzati i libri; il giro culmina nella Long Room della Old library, una stanza lunga 64 m e larga 12 m dove sono esposti circa 200.000 volumi antichissimi.
Per un momento mi sento Belle, la protagonista de La Bella e la Bestia, e sogno di poter toccare ognuno di quei libri: purtroppo non è possibile, ma il profumo delle pagine e del legno antico riesce a far volare con la fantasia.
In una vetrinetta della Long Room si può ammirare la più antica arpa del paese, realizzata in salice e dotata di 29 corde, che risale almeno a 500 anni fa e che è divenuta simbolo dell’Irlanda e di molti suoi famosi prodotti come la birra Guinness.
Gaia, un’istallazione molto grande realizzata con immagini dettagliate provenienti dalla NASA, illumina in modo suggestivo tutta la sala e riproduce il nostro meraviglioso pianeta, che sembra fluttuare sospeso nel vuoto al centro della biblioteca. Oltre a valorizzare la Old Library, è anche un invito ad adottare uno stile di vita più ecosostenibile.
La visita termina e, uscendo, ci fermiamo al bookshop per acquistare un ricordo di questa bellissima esperienza.
Nel primo pomeriggio continua a piovere in maniera incessante e decidiamo di fermarci per prendere una bevanda calda che ci rinfranca e ci infonde la giusta energia per sbirciare i negozi di souvenir già allestiti in previsione della tradizionale festa di San Patrizio, che sarebbe stata la settimana successiva.

Proseguiamo il nostro programma con un’interessante visita guidata presso la Jameson distillery. Il whiskey è caratteristico in Irlanda, quindi questa era una tappa obbligatoria; ci offrono un cocktail a base di whiskey e ginger che ci regala allegria ma purtroppo, a causa dell’inglese molto veloce della guida, riusciamo a comprendere molto poco della spiegazione.
La visita nel complesso, anche grazie all’ausilio di alcuni contributi video, è realistica e ben articolata: profumi di orzo e malto fermentato ci accompagnano nella Tasting room, dove possiamo assaggiare tre diversi tipi di whiskey invecchiati diversamente.

Per la cena scegliamo un pub sulle rive del Liffey, molto caratteristico perché popolato da tifosi scatenati del Liverpool, intenti a tifare la squadra del cuore in compagnia di amici e di una buona birra: mi sono sentita una di loro!
Assaggiamo il caratteristico fish ad chips e torniamo subito in albergo per goderci il meritato riposo…

A domenica prossima!

