Intervista a Vera Demes

Ciao Vera, grazie per aver accettato di partecipare a questa breve chiacchierata.

Il tuo motto è Leggi, viaggia, sogna vuoi raccontarci com’è nato e cosa significa per te?
Significa che la lettura ha in sé un ciclo completo esperienziale: tra le pagine si viaggia e si costruiscono mondi alternativi dando corpo ai sogni.

Ami viaggiare? Quali aspetti dei luoghi che visiti ti incuriosiscono maggiormente?
Ho amato viaggiare ma adesso, con la globalizzazione e l’aumento del turismo di massa, preferisco luoghi di silenzio e introspezione. Nella mia vita ho viaggiato molto sia per lavoro, che per svago e ciò che mi incuriosiva di più erano la cultura e le abitudini di vita dei luoghi che visitavo oltre che, ovviamente, le bellezze architettoniche e naturali.

"Abbraccia il mio silenzio" di Vera Demes
“Abbraccia il mio silenzio” di Vera Demes

Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Non c’è un inizio. L’ho sempre fatto senza una ragione precisa. Semplicemente era una parte della mia identità e lo è anche adesso.

Quanto è importante la scelta dell’ambientazione nei tuoi romanzi?
L’ambiente connota la storia e i personaggi quindi è una componente essenziale di ogni mia storia, un elemento visivo e animato che accompagna i protagonisti nella loro evoluzione emotiva. Ha molta importanza, ma non sempre è una scelta, viene da sé insieme alla struttura narrativa.

Quando stai lavorando ad una nuova storia decidi prima dove sarà ambientata o lo definisci in fase avanzata?
È una scelta che va di pari passo con la natura della storia. Di solito viene dopo, ma non c’è una regola.

Le location delle tue storie sono descritte in base a tue esperienze personali, oppure in base a ricerche?
Quasi sempre in base a esperienze personali. In alcuni casi svolgo anche ricerche specifiche su particolari ambienti o location ma, in linea di massima, si tratta di luoghi che ho visto personalmente almeno una volta.

Preferisci ambientare le vicende dei tuoi libri in Italia, oppure all’estero?
Prioritariamente in Italia. C’è così tanta esterofilia nella narrativa che mi piace scrivere di persone di casa nostra. Ma è ciò che vorrei leggere e quindi resta una scelta personalissima.

Qual è stato il tuo viaggio del cuore?
La Grecia dei primi anni ’80 esplorata con una Vespa e una tenda canadese. Niente a che fare con quello che vediamo oggi. Luoghi pieni di cultura e tradizione, mare incontaminato, pane e formaggio, notti stellate… cose così.

Un posto dove torneresti subito e uno dove non?
Non ho un posto in cui tornare, perché mi sono costruita posti in cui restare. Ho viaggiato molto, ma adesso ho voglia di fermarmi. Non tornerei negli Stati Uniti, soprattutto per ciò che sono diventati. E non tornerei in Grecia, perché voglio ricordarmela com’era.

La varietà dei libri di Vera Demes
La varietà dei libri di Vera Demes

Una meta che ispira storie/scrittura?
Natura, colline, oppure mare e coste inesplorate. Luoghi che non appartengono a nessuno, ma solo al tempo e alle stagioni. Posti non antropizzati, ancora integri.

Salutandoti e ringraziandoti ancora vuoi anticiparci qualche tuo progetto prossimo o futuro?
Grazie a voi per questo piccolo momento di interazione.
Adesso sto lavorando a una serie rom-com ambientata a Roma e poi ho in progetto la rivisitazione di una dilogia ambientata nell’Europa delle guerre napoleoniche e poi ancora un romanzo sul senso di appartenenza e sul mare che prende, cura e restituisce. Insomma molte cose tutte diverse tra loro… altrimenti mi annoio.

Grazie ancora al blog e a voi per questa opportunità.

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