Te c’hanno mai mannato…
29 Giugno 2026 Ore 20:45
Oggi a Roma si festeggiano i Patroni della città i Santi Pietro e Paolo e la temperatura supera i 30 gradi, nonostante il sole stia per calare.
Nei pressi della Basilica di San Pietro milioni di turisti e romani passeggiano tra selfie e bibite fresche e tra loro ci siamo anche noi.
La nostra non è una passeggiata qualunque, ma ha una direzione ben precisa e un orario da rispettare. Quale? Castel Sant’Angelo ore 21 e 30.
Si perché alle 21 e 30 dei fuochi d’artificio saranno i protagonisti del Castello rievocando le famose Girandole di Castel Sant’Angelo, a ben 140 anni di distanza.

Ma facciamo un passo indietro e, per capire quando e come sono nate, dobbiamo tornare precisamente al 9 agosto del 1481, anno in cui Francesco Della Rovere, conosciuto meglio come Papa Sisto IV (ricordato soprattutto per aver fatto edificare la Cappella Sistina e Ponte Sisto), diede il via per i suoi 10 anni di Papato alla tradizione delle Girandole.
Questo spettacolo di luci venne in seguito usato per esaltare il prestigio della chiesa, soprattutto nelle feste Papali, quali la Festa dei Santi Pietro e Paolo, le elezioni dei nuovi Pontefici e importanti ricorrenze religiose, come la Pasqua.
Le Girandole pian piano divennero lo spettacolo pirotecnico più celebre d’Europa, raggiungendo il massimo splendore tra il 1500 e il 1800 con pellegrini che giungevano da tutta Europa per assistervi.

La tradizione attribuisce il perfezionamento delle Girandole nientemeno che a Michelangelo Buonarroti, che nel 1512 per festeggiare la guarigione di Papa Giulio II, contribuii a migliorare i meravigliosi giochi di luce con dei macchinari montati sulla cima del castello.
Nel ‘600 vi mise mano anche il Bernini, che amava definirle Flumina Lucis cioè Fiume di Luci, trasformando le Girandole in un vero e proprio spettacolo teatrale, studiandone la disposizione dei razzi e delle cascate luminose per valorizzare l’architettura di Castel Sant’Angelo.
Il nome Girandola deriva dalle spettacolari ruote di fuoco che ruotando sprigionavano scintille in tutte le direzioni, creando straordinari effetti di luce visibili da tutta Roma, come viene riportato da molti fonti storiche.
La tradizione andò avanti fino al 1886, quando si decise di interromperla perché le esplosioni potevano provocare danni alle decorazioni delle stanze sottostanti. Oppure perché, come accenna Alberto Angela nel suo libro SAN PIETRO, sembrerebbe che per avvolgere la polvere pirica si usasse ogni tipo di carta, compresi i documenti dell’archivio Pontificio.

Ma torniamo a noi. Sono le ore 21 e 29 manca solamente 1 minuto ormai all’inizio dello spettacolo che ha ripreso la sua tradizione dal 2021. I turisti sono molti, forse il triplo di 180 anni fa, quindi ci accomodiamo – per così dire – tra la folla e ci godiamo questo Fiume di Luci proprio come i nostri amici nei secoli passati.
Se non te c’hanno mandato… Vacce!
*Immagine sotto presa da: Girandola di Castel Sant’Angelo – Wikipedia
