Una piacevole passeggiata tra le colline e il mare al confine tra Liguria e Toscana.
Da un lato la spiaggia di Marinella e la bella pineta, la vista che spazia verso il monte Caprione e la foce del fiume Magra; dall’altro le imponenti Alpi Apuane, le colline del pregiato vino Vermentino, i centri storici affascinanti di Nicola, Ortonovo e Castelnuovo Magra; in mezzo scorre l’antica via Aurelia e, tra vigne, campi e canali dove possiamo scorgere nutrie e aironi, si trovano i resti della colonia romana di Luni.

Fondata nel 177 a.c. dove già si trovava il porto dedicato alla dea Luna, prontamente accolta nell’Olimpo dei colonizzatori come manifestazione della dea Diana, permise la suddivisione del territorio pianeggiante in appezzamenti di terreno da affidare ai nuovi abitanti. L’insediamento di circa 2000 coloni non fu indolore, poiché l’esercito romano si scontrò a più riprese con i bellicosi liguri apuani che, “giocando in casa”, avevano grande esperienza del territorio. Infine furono però sconfitti e Luni si trasformò da ordinato accampamento a città abbellita da elementi in terracotta colorata e straordinarie lavorazioni in marmo di Carrara, o meglio di Luni! Eh sì, alcune delle celebri cave dove anche Michelangelo trovò blocchi adatti a mettere in moto la sua ispirazione furono scoperte e utilizzate già dal II-I secolo a.C.: come quelle di Fantiscritti (nome dialettale derivante da un bassorilievo con Giove, Ercole e Bacco conservato a Carrara) e Fossacava.


Se si arriva in autostrada tra Sarzana e Carrara è segnalato un parcheggio che consente di lasciare l’auto senza uscire dal casello, per poi incamminarsi verso gli scavi della città antica percorrendo un suggestivo tunnel multimediale che anticipa alcuni elementi decorativi, in una piacevole animazione; e il ponte pedonale che attraversa l’autostrada, più o meno dove un tempo c’era il porto, offrendo una fantastica vista panoramica a 360 gradi.

Alla zona museale si accede da quella che fu la porta occidentale (da notare il nome di via dei Muri Grandi, che ricorda le mura di Luni oggi scomparse). La biglietteria si trova nel primo dei casali rustici di colore rosa, ristrutturati per ospitare i servizi di accoglienza, la sala conferenze, gli uffici e le sale del museo. Poco oltre si erge un massiccio cilindro di marmo non lavorato, che fu recuperato dal relitto della caletta dietro Maralunga, nel comune di Lerici.
Percorrendo la via principale, fiancheggiata da erbe aromatiche e fiori, si giunge nel cuore di Luni, dove un ampio prato era una volta la piazza del foro con statue equestri, fiancheggiata da portici con botteghe. È possibile scendere proprio al livello della pavimentazione originale, notando tanti dettagli come lastre di marmo e basi di colonne. Certo, la città è stata più volte saccheggiata e in parte ricostruita: ci vuole un po’ di fantasia per immaginarla, ed è facile trovare sempre lavori in corso. Ma la sensazione di mettere piede sul basolato della strada romana è intensa!


La prossima settimana ci immergeremo nelle domus di Luni, scoprendo i tesori che questa cela tra scavi e il ricco museo a corredo!
