Appunti di Viaggio
La scorsa settimana abbiamo iniziato un viaggio nella storia del Giappone. Piccole usanze, utilizzo di contanti, negozi e molto altro. Continuiamo questo viaggio tra le differenze che ci fanno rimanere a bocca aperta!
Le metropolitane e i treni sono puntuali. E puliti. Sembra di sedersi sulla poltrona di casa propria. Nelle stazioni e nei vagoni c’è una musica per ogni cosa: treni in arrivo, treni in partenza, a seconda del tipo di treno, …
Nei vagoni ci sono degli spazi per fumatori e le sedute possono essere girate attraverso un pedale, come per creare un piccolo salotto e chiacchierare (a bassa voce, eh!) con i propri amici e colleghi. Sul treno si mangia: visto che parecchia gente ci passa gran parte della giornata, c’è chi porta un “Bento box” e approfitta di questo tempo. Ogni seduta ha almeno un tavolino (o anche due), che permette di lavorare comodamente, così come una connessione wifi veloce e prese per ricaricare i propri device.
Nemmeno a dirlo, ci sono bagni quasi su ogni carrozza e sono tutti molto puliti.

La questione dei ‘bisogni’ qui sembra essere molto sentita: ci sono bagni ovunque. Non solo nei treni e nelle stazioni. Ovunque per strada, anche in vicoli poco frequentati. Ovviamente… lindi come se fossero stati appena inaugurati e gratuiti.
Il Giappone sembra essere il paese delle macchinette automatiche: improvvisamente avete voglia di un caffè e latte? Siate sicuri che se non avete bar vicini (ce ne sono davvero pochi degni di essere chiamati tali e spesso sono catene o boulangerie francesi), troverete a non più di 100 metri un distributore. Che vende acqua, caffè, tè e qualsivoglia bevanda. Spesso anche zuppe calde!

“Ok le zuppe, Matt ma quindi il sushi lì com’è?” una delle domande che più mi è stata posta al mio ritorno. La risposta è “diverso”. Molto semplicemente non esistono formule AYCE. Il pesce è molto fresco. E ogni porzione presenta un piccolo parallelepipedo di riso con una grande quantità di “proteina” sopra. Si, perché oltretutto non mangiano tanto pesce quanto pensiamo noi: la carne è gustosissima, praticamente un burro. Soprattutto manzo. Il famosissimo kobe è una squisitezza da provare almeno una volta nella vita.
Poi verdura, alghe, brodo in varie forme (il più famoso è il ramen) e tanto tanto riso, in ogni forma e dimensione: dagli spaghetti di riso, alla ciotola che accompagna quasi ogni pasto, ai mochi (dolcetti di pasta di riso). Ah, e al ristorante l’acqua è sempre gratuita.
Mi fermo qui. Quello appena fatto è solo un enorme elenco di differenze culturali che abbiamo trovato in pochi giorni di viaggio. Potrei aggiungere altro, parlare degli onsen, dei fiori, dei funghi, dei negozi per adulti… Ma finirei per scoprire tutte le carte che ho in serbo per i prossimi racconti.
Vorrei inoltre far notare che ancora non ho parlato veramente del Giappone come meta turistica, di nessuna destinazione, di nessun luogo. Incredibile quanto ci sia da affrontare!

Il Giappone è un paese straordinario ed ho volutamente fatto una serie di osservazioni delle particolarità più grandi che abbiamo notato. Adesso capisco perché durante i loro soggiorni italiani fotografano qualsiasi vetrina, pietanza, stradina, persona. Sono andato fin laggiù per capirlo. È esattamente quello che ho fatto anche io, nella speranza di immortalare dei ricordi da tenere con me per sempre, sotto forma di file da aprire ogni qualvolta avrò nostalgia di quelle usanze, di quei cibi.
Fotografare tutto è come voler riportare una piccola parte di quel luogo con sé, nella speranza eterna di poterci tornare un giorno, alla scoperta di altri piccoli dettagli che possano stupirci.
Ho trovato un nuovo mondo. Il Giappone.
Al prossimo racconto!
Pubblicato il 14.12.2023 su Sevenblog
