San Felice Circeo

Appunti di Viaggio

Dopo la lunga passeggiata sul monte Circeo, riprendiamo la macchina e ci dirigiamo lungo via Acropoli. Non passa molto che parcheggiamo di nuovo e siamo davanti le mura di San Felice Circeo.

Le mura di San Felice
Le mura di San Felice

Della maga Circe e di Circeii abbiamo già parlato la scorsa settimana, così come anche della distruzione delle invasioni barbariche che da queste parti hanno creato un vero e proprio buco temporale: dalla fine dell’impero romano all’avvento dell’alto medioevo. Così la storia di San Felice riprende dopo secoli bui sotto il nome di Rocca Circea. È soprattutto lo Stato Pontificio a comprendere la posizione strategica della rocca, così la affida ai Frangipane, poi ai terracinesi e ai Templari, che sotto il loro dominio prende il nome di Castrum Sancti Felicis.
Memoria nel tempo della dominazione dei Cavalieri è la torre che tuttora svetta al centro della piazza principale.

Torre dei Templari
Torre dei Templari

Seguono 400 anni di regno dei Caetani, che diedero alla Chiesa varie figure, tra le quali Bonifacio VIII. Passate le distruzioni aragonesi del 1441 e del 1501, il sedicesimo secolo fu l’anno del ripopolamento e della ricostruzione: vennero edificate torri di guardia contro le incursioni saracene, come la già citata Torre Paola. Di questo secolo è anche il palazzo baronale che costituisce anche l’accesso meridionale al borgo.

Una delle porte d'accesso al borgo
Una delle porte d’accesso al borgo

Il nome odierno di San Felice Circeo deriva dalla devozione degli abitanti a Papa Felice II, in seguito Santo, a cui fu dedicata anche la chiesa parrocchiale, che conserva le reliquie dei Santi Cesario di Terracina e Sebastiano martire, a cui fino al 1777 questo edificio era consacrato. La chiesa visibile oggi è stata costruita negli anni sessanta del secolo scorso, a seguito della demolizione della precedente.

Chiesa di San Felice
Chiesa di San Felice

Da non perdere è il belvedere situato sopra i giardini di Vigna la Corte, il cui nome sembra derivare dagli alloggi della corte militare a difesa della rocca. Un’altra versione dice che invece il nome derivi dall’unico appezzamento coltivabile che c’era nei dintorni nel medioevo, poiché la pianura pontina era quasi interamente una palude malsana. Il piazzale invece è chiamato “ammazzatora”, poiché qui venivano macellati gli animali.
La vista è mozzafiato e ben illustrata da un pannello che spiega i nomi dei luoghi che si stanno osservando, indicandoli su una foto della stessa. Non serve molto senso dell’orientamento per individuare quindi Terracina, Sperlonga, Gaeta e nelle giornate più terse Ventotene ed Ischia.

Panorama da Vigna la Corte
Panorama da Vigna la Corte

La passeggiata non è lunghissima, poiché questo paesino è racchiuso in una cinta muraria quasi rettangolare, che ha nel suo lato maggiore una lunghezza di nemmeno 200 metri. Ma le sue case bianche e i suoi vicoli che guardano verso il mare gli donano un aspetto da borgo marinaro d’altri tempi.

Vicoli del Borgo
Vicoli del Borgo

Qui il profumo del mare risale il centinaio di metri che separano San Felice dal Tirreno e viene convogliato fino a Piazza Vittorio Veneto, dove nelle ore più calde e silenziose sembra sentire addirittura il dolce cullare delle onde.

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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