Potenza

Appunti di Viaggio

Un nome altisonante. La sede della regione di cui è capoluogo, della provincia di cui è capoluogo, di prefettura, questura, tribunale e università regionale: il Potere in Basilicata (qui per saperne di più) è concentrato qui.

Ma cosa fa di Potenza una meta di viaggio? I record che detiene!

Innanzitutto è il capoluogo di regione più alto dell’Italia peninsulare, con i suoi 819 metri (secondo solo ad Enna). Arrivando al termine del viaggio non sembra, ma il fresco serale nonostante la primavera inoltrata, ci ricorda l’altitudine di questo luogo.

La torre Guevara
La torre Guevara

Il centro storico è posto sull’altura più elevata, racchiuso all’interno delle mura difensive. Il crogiolo di quartieri periferici che si sono sviluppati a partire dal novecento sono posti più in basso e collegati al centro con un progetto che ha dell’impresa titanica. E qui scopriamo un secondo record: Potenza infatti ospita il sistema di scale mobili pubbliche più lungo d’Europa, secondo al mondo dopo quello di… udite udite… Tokio! Questo record, insieme all’infinità di scale più o meno antiche, dona alla città un aspetto verticale e il soprannome di “Città delle cento scale”.

Le scale mobili pubbliche da record
Le scale mobili pubbliche da record

La fondazione della città non è certa, ma sembra avere origine nell’età della Magna Grecia. Durante il periodo di dominazione romana nella penisola italiana, i Lucani si schierarono sempre a favore dei nemici di Roma. Scelta non fortunata, poiché dopo la sconfitta ed il ritiro in Africa del condottiero cartaginese Annibale, Potenza fu ridotta da Municipium a semplice colonia militare. Non è un caso che nessuna delle grandi arterie viarie romane passi in questo territorio: la vendetta dei romani fu spietata. Bizantini, Normanni, Saraceni, Svevi e Angioini si avvicendarono al potere di questa città e come i romani, anche le ultime due famiglie nominate non furono clementi con i potentini: il centro fu distrutto più volte per punire ribellioni e tradimenti del popolo.

Il lungo seprente delle scale mobili
Il lungo seprente delle scale mobili

Quello che rimaneva in piedi dell’abitato fu raso al suolo da un terremoto nel 1273. Poi fu il turno degli Aragonesi, i quali portarono solo guerre. E di un nuovo un devastante terremoto nel 1694. Ancora vari avvicendamenti, stavolta tra i Borboni e i Francesi, un terremoto nel 1857 e infine l’arrivo dell’Unità d’Italia. Quella di Potenza è una storia di povertà e di terra di conquista, nonostante (o forse proprio per) la sua posizione strategica.

S. Francesco d'Assisi
S. Francesco d’Assisi

La visita del centro storico si snoda lungo la longitudinale Via Pretoria, che lo attraversa da porta Salza alla Torre Guevara, ultimo baluardo di quello che fu il castello a difesa della città. Nel mezzo, gli edifici religiosi da visitare sono S. Michele Arcangelo, di aspetto romanico, S. Francesco d’Assisi, tardogotico-rinascimentale e il Duomo, neoclassico.

Palazzo del Governo
Palazzo del Governo

La piazza centrale, dove si snoda principalmente la vita quotidiana, è Piazza Mario Pagano. Vi si affacciano edifici molto importanti, come il Teatro Francesco Stabile, che nelle linee ricorda il San Carlo di Napoli; il palazzo del Governo, sede della Prefettura e il palazzo dell’Ina, di epoca fascista.

Il Teatro Francesco Stabile
Il Teatro Francesco Stabile

Proseguendo lungo il corso principale, si incontrano altre architetture fasciste, come il palazzo della Banca d’Italia, il palazzo delle Poste centrali e l’ex convento di San Luca, ora adibito a caserma dei Carabinieri.

A sinistra il palazzo delle Poste centrali e a destra l'ex convento di San Luca
A sinistra il palazzo delle Poste centrali e a destra l’ex convento di San Luca

Antistante il Duomo, il quattrocentesco Palazzo Loffredo ospita la sede del Museo archeologico nazionale della Basilicata. Non lontano, il palazzo Vescovile ospita invece il Museo diocesano.

Il Duomo
Il Duomo

Allontanandosi dal centro, il maestoso ponte Musmeci ci dà l’arrivederci con le sue quattro campate di 70 mt a foglia accartocciata, come se fosse un’enorme scultura con funzioni civiche.

Alla prossima avventura!

Pubblicato da mattrossblog

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