Antica Monterano

Appunti di Viaggio

“Sior Marchese sei te!?”
“Ma chi è? Don Bastiano?”

Volete incontrare il Marchese del Grillo? O forse Lady Hawke? Ah no, Ben Hur?
Vi starete sicuramente chiedendo cos’hanno in comune questi personaggi, di fantasia (o meno), protagonisti di celebri film, ambientati in epoche diverse. Ebbene si, condividono la location di produzione di alcune scene memorabili: l’Antica Monterano!

Un paese abbandonato, prossimo al lago di Bracciano, dove il tempo si è fermato attorno al 1800. Al contrario di molti borghi abbandonati in Italia per eventi sismici o sanitari (es. peste), Monterano Vecchia deve il suo declino alle truppe francesi, che al primo pretesto utile la saccheggiarono come altri paesi vicini (ad esempio Tolfa e Allumiere) e la incendiarono.
Facciamo però un rapido rewind e vediamo come si sviluppa nel tempo questo borgo.

Fico Bicentenario nelle rovine
Fico Bicentenario nelle rovine

Monterano sorge su un’area dedicata alla divinità etrusca Mantus, dalla cui radice deriva appunto il suo nome e quello della vicina cittadina Manziana. Il bosco in cui nasceva era considerato impenetrabile ed è cosparso di sorgenti sulfuree, motivo per cui gli antichi abitanti credevano che il Dio dell’aldilà risiedesse in queste zone.
Nei secoli, Veio, Sutri, Forum Clodii e Bracciano oscurano Monterano, che rimane quindi un piccolo centro tra i boschi.

Il 17° secolo segna una svolta nell’architettura monteranese. Gli Altieri, proprietari del territorio, chiamano a raccolta grandi architetti. In primis, Carlo Fontana, poi Gian Lorenzo Bernini, il quale modifica il castello in una dimora signorile, decorandolo con una grande fontana con un leone, ancora visibile sul lato lungo del palazzo. Il declino di Monterano segna anche la rovina del palazzo baronale, che cede in alcune sue parti, rimane senza la copertura e viene spogliato di qualsivoglia decorazione.

Palazzo Altieri
Palazzo Altieri

Il Bernini progetta e realizza poi la grande chiesa di San Bonaventura, la cui cupola cede col passare del tempo, lasciando ai posteri la location perfetta per la realizzazione di pellicole entrate nella storia del cinema. All’interno dell’unica navata della chiesa ora si fa largo un fico dal fusto di oltre tre metri e alto il triplo, dall’età stimata di circa 200 anni. Il convento annesso è in buono stato di conservazione e sembra che nei prossimi anni verrà ristrutturato.

San Bonaventura
San Bonaventura

Altre due chiese sono ancora parzialmente osservabili nel borgo di Monterano. San Rocco, a navata unica con due cappelle laterali e prospicente all’abside un altare; la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ad oggi poco visibile poiché sorgeva sul sito in seguito occupato dal castello. Ne rimane in piedi il grande campanile romanico.

San Rocco
San Rocco

Di grande impatto visivo venendo dal parcheggio è il grande acquedotto, che portava acqua potabile nel paese. Un lungo canale sotterraneo che a pochi passi dalle mura si fa largo con un doppio ordine di arcate, da poco riportate all’antico splendore.

Acquedotto
Acquedotto

La cinta muraria è conservata solamente in parte, così come Porta Romana. Perfettamente visibile è invece Porta Gradella, sulla via Gradella, che portava direttamente all’arteria che congiungeva Monterano a Roma e a Saturnia, la via Clodia.

Porta Gradella
Porta Gradella

Uscendo dall’area recintata che delimita l’Antica Monterano, nel prossimo racconto andremo alla scoperta delle tante attrazioni naturalistiche e di alcuni paesi che condividono la storia di questi luoghi così misteriosi…

To be continued…

Alla prossima settimana!

Pubblicato da mattrossblog

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2 pensieri riguardo “Antica Monterano

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