Appunti di Viaggio
Percorrendo per 60 km una delle strade consolari che partono Roma, la Via Prenestina, si arriva in un borgo che nel tempo ha mantenuto quasi intatte le proprie identità, architettonica e culturale, dai tempi della sua fondazione, ufficialmente nel IX secolo, ad oggi: Genazzano.
Sovrasta una valle che si spinge quasi in pianura, verso Colleferro e Valmontone, paesi dove si può facilmente arrivare anche in autostrada, percorrendo l’A1.

Arrivando da Porta Romana, si possono notare ancora intatte le mura che costeggiano tutto l’abitato del centro storico. Ma l’occhio non si ferma di sicuro lì, bensì si dirige verso l’alto, fino a trovare la maestosità del corpo del Castello, in cima al borgo. Genazzano infatti è stata a lungo possedimento dei Colonna, i quali in origine hanno eretto una fortezza difensiva sulla sommità del colle su cui sorge. Nei secoli è stata rimaneggiata fino a prendere le sembianze di un vero e proprio palazzo nobiliare: di colore bianco e a pianta quadrata, è circondato da un fossato su tre lati. Il lato nord vede la fine dello sperone tufaceo su cui l’impianto di difesa è stato costruito, ma è collegato al parco comunale antistante da un lungo ponte in cemento armato.

Camminando nel verde si notano i resti di un’architettura romana: si tratta dell’antico acquedotto. Questi luoghi erano infatti molto apprezzati e frequentati per la villeggiatura già al tempo degli antichi romani.

Scendendo da Piazza San Nicola, ci si imbatte in un edificio dalle fattezze gotiche. Bifore e colonne tortili danno nell’occhio per l’accuratezza nella realizzazione e per lo stato di conservazione. È Palazzo Apolloni a mostrarsi in tutta la sua bellezza. Purtroppo privato, quindi non visitabile, ma da apprezzare sicuramente l’esterno.

Passeggiando in Corso Cardinali Vannutelli, verso il palazzo comunale, si arriva nel vero e proprio centro vitale di Genazzano. La chiesa più importante del borgo, che detiene il rango di basilica minore, ci saluta con lo scintillio del marmo bianco della sua facciata: è il Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Al suo interno, marmi policromi guidano l’occhio tra fastose decorazioni barocche fino ad una cappella, rimasta immutata nei secoli, che ospita l’immagine sacra di “Madonna col Bambino”: di origine albanese, sembra che l’opera sia scampata alla distruzione ottomana del 1385, arrivando qui dopo quasi un secolo di pellegrinaggio.

I vicoli acciottolati conducono in discesa verso l’esterno del paese. Ma la visita di Genazzano non è finita qui!
Ad attenderci sommesso, totalmente abbandonato, il Ninfeo di Bramante: un capolavoro rinascimentale mai terminato per svariate ragioni. La natura se lo sta pian piano riprendendo, poiché il terreno su cui sorge è attraversato da un ruscello e in alcun modo è in grado di reggere il peso della struttura! Non se ne conosce il vero architetto: del Bramante ha solamente richiami stilistici.

Genazzano è ricca di storia e arte e numerose sono le chiese e i palazzi di cui si può vantare. Qui ne sono descritti solo alcuni, motivo di visita o anche di una assolata passeggiata domenicale. Il periodo più bello per visitarla però è inizio estate, quando una coloratissima infiorata invade i suoi vicoli e ricopre i suoi sampietrini.

Entrate in uno dei numerosi locali per assaggiare il piatto tipico, gli “Gnocchi a coa de soriga”: tradotto in italiano, “gnocchi alla coda di topo”! Al contrario di quanto si possa pensare leggendo il nome, sono semplici gnocchi di acqua e farina dalla forma cilindrica e allungata, che richiama alla mente proprio la coda di un roditore!
Come dolce, non può mancare di certo una Barachìa: pastafrolla ripiena di marmellata di prugne, tipica di questa zona.

Alla prossima avventura!
