Accessori da viaggio
Un trucco molto semplice che si rivela utile e versatile: un foulard! Ampio, sottile e colorato, non manca mai nel mio bagaglio; può aggiungere un tocco personale ai miei semplici abiti da viaggio e si è rivelato prezioso in varie occasioni. Avvolto intorno al collo protegge da vento freddo e aria condizionata, sappiamo bene quanto possa essere infida con le sue temperature polari durante spostamenti aerei o in treno e portare ad infiammazioni che potrebbero rovinare la vacanza! Nei climi caldi può essere avvolto sulla testa per scongiurare colpi di sole, con il vantaggio di non volare via al primo soffio di vento improvviso, specialmente se siamo su un’imbarcazione e rischieremmo di perdere in acqua il nostro cappellino! Diventa all’occorrenza pareo e nel caso si bagni non c’è problema, si asciuga velocemente. Da buona boy scout non trascuro la possibilità di utilizzarlo per spugnature fredde, come eventuale laccio d’emergenza e piccola tenda ombreggiante! Il bello è che si può anche lavare e asciugare in poco tempo senza sgocciolare eccessivamente né richiedere troppo spazio, praticamente ovunque.

Infine non trascuriamo il fatto che mi sia stato provvidenziale per visitare luoghi sacri che richiedono abbigliamento consono: durante viaggi estivi in Grecia, per esempio, tra una sosta balneare e una visita ad un castello, ho apprezzato il fresco, l’arte e l’atmosfera tranquilla e meditativa delle chiese ortodosse, in cui però non sarei potuta entrare a testa e spalle scoperte; è vero che spesso all’ingresso c’è una cesta con stoffe da prendere in prestito, ma io ero attrezzata grazie al mio foulard mille usi. In una di queste occasioni, nel centro storico di Rodi, il foulard mi ha accompagnato nella sinagoga, muto testimone di uno degli incontri più emozionanti della mia vita, quello con l’anziano, vivace, sensibile reduce Sami Modiano. Con chiarezza e passione mi ha trasportato in un viaggio secolare raccontandomi della comunità ebrea sefardita cacciata dalla Spagna alla fine del XV secolo, giunta dopo lungo peregrinare per l’Europa continentale nell’isola greca dove ha prosperato ed è cresciuta fino al fatidico giorno del 1944 in cui furono deportati ad Auschwitz e ben pochi fecero ritorno.
Al prossimo accessorio da Viaggio!
