Tra storia, profumi e magia
Ci sono giornate che nascono senza aspettative e finiscono per sorprenderti. Oggi è stata una di quelle. Arrivando a Sermoneta, il paese era pieno di vita: vicoli animati, voci, risate, profumi nell’aria. Il motivo? La Sagra della Polenta, che ha richiamato tantissima gente, rendendo il borgo ancora più vivo e autentico. Tra una passeggiata e l’altra, la polenta fumante, le persone in fila con il sorriso, e quell’atmosfera tipica delle feste di paese che ti fa sentire subito a casa.
Sermoneta non è solo vicoli e tradizioni: domina il borgo l’imponente Castello Caetani, una visita assolutamente da non perdere.
Salendo verso il castello, lo sguardo si apre su uno spettacolo mozzafiato: la vallata pontina si estende davanti agli occhi come un dipinto e nelle giornate limpide si arriva a vedere fino al mare.
È uno di quei panorami che ti fanno fermare, respirare a fondo e restare in silenzio. La bellezza qui non ha bisogno di parole.
Girando senza fretta tra le stradine di pietra, come amo fare, lo sguardo cade su un cartello semplice, quasi discreto: “C’era una volta… personaggi animati”. La curiosità prende il sopravvento. Seguiamo le indicazioni… e lì succede la magia. Ci troviamo davanti a un museo privato, creato con amore da una signora del posto, che ha dato vita a tutti i personaggi del paese, raccontando i mestieri e la vita quotidiana dal 1800 a oggi.
È difficile spiegare a parole l’emozione. Sembra un presepe, ma non quello tradizionale: è un presepe di vita reale, fatto di gesti quotidiani, lavoro e storia. I personaggi sono animati, si muovono, lavorano, vivono. Ogni scena è curata nei minimi dettagli e trasmette qualcosa di profondo e autentico.
È uno di quei luoghi che non ti aspetti e che ti restano nel cuore.
Questa giornata a Sermoneta mi ha ricordato perché amo così tanto i borghi italiani: perché non mostrano tutto subito. Devi camminare, osservare, perderti… e solo allora ti regalano meraviglie inaspettate.
Tra la sagra, il castello, il panorama sulla vallata fino al mare e quel museo nascosto nato dalla passione di una persona, Sermoneta si è rivelata una vera perla. Un luogo da vivere con calma, con gli occhi aperti e il cuore pronto a farsi sorprendere.
Questa giornata, tra profumi di polenta, tradizioni e storie di paese, mi ha fatto tornare in mente un dolce che preparo spesso e che sento profondamente mio: il ciambellone Amor Polenta. Un dolce semplice, genuino, fatto con farina di mais, burro e uova, che profuma di casa e di tempi lenti.
È lo stesso tipo di dolce che immagini su una tavola di legno, dopo una festa di paese, condiviso senza fretta.
Non a caso, questo ciambellone si trova anche nella mia pagina: perché racconta esattamente ciò che ho vissuto oggi. La tradizione che passa dalle mani, la semplicità che diventa bellezza, il valore delle cose autentiche.
Così come Sermoneta custodisce i suoi vicoli, i suoi mestieri e le sue storie, anche questo dolce custodisce una memoria fatta di ingredienti veri e gesti antichi.
Ed è forse questo il filo invisibile che lega tutto: un borgo, una sagra, un museo nascosto… e un ciambellone che profuma di tradizione.

Ricetta del Ciambellone Amor Polenta
Ingredienti
- 180 g di uova intere (circa 3 uova grandi)
- 150 g di tuorli (circa 7–8 tuorli)
- 170 g di zucchero
- 120 g di farina di mandorle
- 120 g di farina di mais fioretto
- 135 g di farina 00
- 225 g di burro morbido
- 1 bustina di lievito per dolci
Procedimento
Monta le uova intere con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungi poco alla volta il burro fuso e intiepidito, continuando a mescolare.
Unisci prima la farina di mandorle, poi la farina di mais fioretto e infine la farina 00 setacciata con il lievito.
Imburra e infarina uno stampo da ciambella da 22 cm o uno stampo classico per amor polenta. Versa l’impasto livellandolo con cura.
Cuoci in forno statico preriscaldato a 170°C per circa 45–50 minuti. Fai la prova stecchino prima di
sfornare.
Lascia raffreddare completamente prima di sformare e spolvera con zucchero a velo.
Queen dei Ciambelloni
