Accessori di Viaggio
La scorsa settimana abbiamo scoperto il primo “mai più senza”, una nuova rubrica in cui indagheremo gli accessori senza i quali non vogliamo più viaggiare. Il Power bank è uno di questi.
Ne abbiamo indagato le caratteristiche principali, quelle che lo rendono comodo da trasportare e per ricariche adeguate ai vari device da viaggio.
Come ogni accumulatore di energia e ogni oggetto tecnologico, però, non sono poche le restrizioni che possiamo trovare in giro per il mondo.
Una delle regole principali, ad esempio, non permette di inserirlo nel bagaglio da stiva, ma solamente in quello da cabina. Ultimamente, poi, ci sono compagnie aeree che non permettono nemmeno di posizionarlo nelle cappelliere. Per altre ancora è severamente vietato l’utilizzo durante il volo.
Insomma, la vita del Power bank sui vettori aerei non è semplicissima. Nel dubbio, meglio caricare i propri smartphone nell’attesa dell’imbarco, prima di prendere il volo, e poi dimenticarsi di averli con sé.
Chiaramente quelle che elenco in questo articolo non sono regole universali e rimando prima di tutto al buonsenso di ognuno, poi ad informarsi correttamente prima di prendere il proprio volo.
Le motivazioni principali di questa severità nell’utilizzo di grandi batterie a bordo è la loro infiammabilità e la pressurizzazione degli ambienti. Facendo una breve ricerca su internet, digitando “power bank incendio aereo”, escono fuori tonnellate di articoli con protagonisti i nostri amichetti ricaricabili, che hanno fatto una brutta fine. In ogni parte del mondo, dalla Cina all’Australia, passando per la Corea, ecc.
Un’ altra regola principale è il limite dei 100 Wh. Se il Power bank supera questa potenza, necessita di un’autorizzazione da parte della compagnia aerea. Il Wattora (o Wh) è un’unità di misura che si calcola semplicemente conoscendo i mAh (milliAmpereora), e i V (il Voltaggio della batteria interna, non delle uscite!) solitamente riportati sull’unità stessa, attraverso una formula: Wh = (mAh x V) / 1000
Sembra difficile? No, non lo è affatto! Considerando che la maggior parte dei Power bank ha 3,7V, significa che è possibile portarne tranquillamente uno da 10.000mAh, poiché avrà “solo” 37Wh.
Comunque non disperate, ci sono siti che aiutano nel calcolo e oltretutto i nuovi device riportano questa nuova misura sull’unità.

Un focus particolare sulla Cina: qui le regole variano ancora. Se i 100Wh sono confermati, viene invece richiesta la certificazione CCC (China Compulsory Certification). Se il Power bank non riporta queste lettere scritte chiaramente (ma magari anche solamente il marchio CE), verrà sequestrato. La nota positiva è che in oriente sono molto frequenti i noleggi di questi affarini: lo si prende, si ricarica il proprio smartphone e lo si riconsegna presso un altro punto.
La Cina, tuttavia, non è l’unico Paese che ha adottato nuove regole: l’India non permette la ricarica in volo, e il Power bank deve essere posizionato nel bagaglio sotto al sedile davanti (o addosso).
A Singapore c’è il divieto di ricarica attraverso le prese USB dell’aereo stesso. In Thailandia e Vietnam, se non ci sono le specifiche tecniche chiaramente leggibili, il device viene sequestrato, negli Emirati Arabi il Power bank in volo deve essere spento e scollegato…
Insomma, è un percorso a ostacoli, che però si può superare se ci si informa bene prima della partenza. Ripeto, questo non è un articolo completo e al momento della lettura le informazioni potrebbero essere già “invecchiate” o, ancora peggio, errate. Questo è un excursus che vorrebbe prima di tutto mettere in guardia dall’utilizzo in volo di questi oggetti tanto utili, quanto pericolosi a nostra insaputa ed un invito ad informarsi bene prima di portarli con sé. Ogni scelta è rimandata alla singola persona!
Al prossimo accessorio da Viaggio!
