È Natale di nuovo

Nu er det jul igen, og julen varer li’ til påske”, afferma una canzone tradizionale danese. Ora è Natale di nuovo, e Natale dura fino a Pasqua.
Chi non abbia vissuto in Danimarca tra ottobre e dicembre forse non può apprezzare l’ironia – credo involontaria – di questo testo.
Natale non dura affatto fino a Pasqua: tutte le decorazioni lungo le strade vengono rimosse già il 25 dicembre nel primo pomeriggio.

Presenze natalizie danesi
Presenze natalizie danesi

La vera celebrazione, infatti, qui nel profondo Nord, avviene il 24 sera. Una cena lunghissima, scandita dalle portate tradizionali (tra le quali non possono mancare il maiale arrosto, il cavolo rosso di contorno, rigorosamente preparato secondo la ricetta di mammà, e le “brunede kartofler”, le patate novelle lessate e poi rosolate in una salsa di zucchero e burro) e accompagnata da un mare di acquavite. No, la parola “mare” non è usata a caso: come antipasto, spesso si mangiano le aringhe, e c’è chi afferma che questi pesci debbano nuotare nel liquore, una volta ingurgitati entrambi.
Al termine della cena non può mancare il “risalamand” (letteralmente, il “riso alla mandorla”), un dolce al cucchiaio ottenuto facendo bollire un tipo particolare di riso nel latte arricchito con la vaniglia, poi mescolato con mandorle in frammenti e decorato con un’amarena e un po’ di sciroppo. C’è chi lo ama e chi lo odia, ma tutti lo mangiano, perché nessuno vuole rinunciare alla possibilità di vincere un regalo. Nella ciotola principale, prima di cominciare a fare le porzioni, viene nascosta una mandorla intera. Chi la trova – e può dimostrarlo, ossia riesce a fermarsi in tempo, prima di morderla o non sia mai inghiottirla – ha diritto a ricevere un pacchetto a sorpresa.

Decorazioni natalizie
Decorazioni natalizie

Finito questo trionfo gastronomico, calorico ed etilico, tutti i componenti della famiglia si prendono per mano e cominciano a passare da una stanza all’altra, cantando, per poi finire a ballare intorno all’albero (rigorosamente vero, e sul quale sono state collocate molte candeline accese. Se vi è passato un brivido lungo la schiena avete compreso l’entità del pericolo).

Una famiglia di magici amici
Una famiglia di magici amici

Il 25 dicembre, al contrario, non è un vero giorno di festa: serve per smaltire la sbornia e per prepararsi al “secondo giorno di Natale”, quello che per ogni italiano è Santo Stefano.
Ma facciamo un passo indietro, e torniamo alla canzone. Natale non dura fino a Pasqua, ma si potrebbe quasi dire il contrario, perché le decorazioni, le lucine e le canzoni cominciano già a metà ottobre, se non prima.
I danesi, a prescindere dal momento dell’anno, amano l’atmosfera “hygge”, quella fatta di luci soffuse, candele accese e tisane calde, speziate e aromatizzate alla cannella; se a tutto questo ci si aggiungono tantissimi gnomi disposti per tutta casa e un sottofondo di musiche natalizie si comprende perché questo periodo sia il più atteso e desiderato dell’anno.

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