Dolomiti pt.2

La mia vacanza del Cuore

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Un'anteprima di ciò che vi aspetta qui sotto
Un’anteprima di ciò che vi aspetta qui sotto

Il terzo giorno abbiamo deciso di riposarci, e dopo un attento studio della zona coadiuvato dall’ufficio turistico del paese, siamo partiti per visitare il campo trincerato della prima guerra mondiale in località Fango a pochi km da Moena. Devo dire che sono sempre incuriosita dall’occasione di vedere dal vivo luoghi storici.
Il campo trincerato A si raggiunge superando sulla destra il torrente e risalendo nel bosco, seguendo la fitta serpentina di trincee fra camminamenti protetti da muri a secco, resti di fortificazioni e postazioni munite di scudi metallici e filo spinato.
Di particolare interesse la blockhaus, letteralmente “casa di roccia” una costruzione militare in pietra e legno localizzata sul versante occidentale, usata come fortino.

Un rifugio antibombardamento
Un rifugio antibombardamento

Attraversando la Strada Statale, si prosegue la visita agli appostamenti del campo trincerato B posti nel bosco sull’altro lato della strada.
Il sistema difensivo è composto da alcune postazione di fucileria e da alcuni rifugi anti-bombardamento rinforzati in calcestruzzo.
Ai margini del campo un’iscrizione ricorda l’anno e il reparto che presidiava le postazioni.
Recentemente sono state recuperate due postazioni blindate per artiglieria a margine dei campi trincerati. Un cippo con l’iscrizione Erbaut 1915 ed una croce lasciano pensare ad un intervento del Deutsches Alpenkorps nella costruzione di tali postazioni.

Postazioni di mitragliatrice
Postazioni di mitragliatrice

È stato strano vedere quei luoghi, dove si sono consumate vere tragedie, dove gli uomini lottavano per salvarsi la vita. Queste visite fanno riflettere e aiutano a capire quanto siano preziosi i momenti che la vita regala ogni giorno.
La cosa che mi ha colpito di più è stata vedere la postazione del cannone, dove era conservato un elmo come simbolo di tutti i soldati caduti nel primo conflitto mondiale: l’ho vista come una prova tangibile che quelle atrocità sono successe davvero.
Un’altra cosa mi ha portato a riflettere: questo campo forse andrebbe tenuto con un po’ più di cura, togliendo foglie e alberi che crescono sulle trincee stesse, proprio per impedire che queste memorie vengano perse per sempre.

Un cartello sempre attuale
Un cartello sempre attuale

Una bellissima caratteristica delle Dolomiti è la presenza di moltissime aree attrezzate con cura per i pic-nic. Quel giorno ne abbiamo trovata una bellissima che aveva addirittura delle comodissime chaise longue reclinabili in legno su cui ci siamo regalati un po’ di relax al sole.

Nel pomeriggio abbiamo deciso di muoverci per andare a visitare la Val San Nicolò, una vallata situata interamente nel comune di San Giovanni di Fassa.
La Val San Nicolò è percorsa in gran parte da una strada asfaltata di tipo circondariale proveniente da Pozza di Fassa, carrozzabile fino all’abitato di Sauch (1700 m d’altezza). Da qui in poi la via, sterrata e percorribile solo a piedi, si divide in numerosi sentieri che permettono, attraverso valichi alpini, il collegamento con le numerose valli adiacenti.
Ci siamo incamminati per il sentiero che ci ha condotto verso le cascate di Jonta. La prima cosa che mi ha colpito è l’immensa pace di una valle immersa nel verde: si respira aria fresca e si riesce a star bene con sé stessi. Durante tutto il cammino incontriamo diverse baite, alcune adibite a fienili, con oggetti d’epoca che arricchiscono queste piccole abitazioni.

Val San Nicolò
Val San Nicolò

Al ritorno l’idea condivisa da tutti è stata di dedicarci una ricca merenda a base di dolci tipici e io finalmente, alla faccia della dieta, mi sono gustata un fantastico strudel con crema di vaniglia, che mi ha fatto dimenticare d’improvviso le fatiche della camminata.

La sera dopo cena ci siamo goduti una carinissima serata musicale articolata per le vie di Pozza di Fassa: era organizzata con vari angoli dove gli artisti suonavano stili differenti. Caratteristico è stato, alla fine del percorso, trovare la banda del paese e il coro che intonava canti tipici ladini.

Cascate di Jonta
Cascate di Jonta

Il giorno dopo, mentre mamma e zia sono restate a girare per i paesini, papà ed io lo abbiamo dedicato a una nuova escursione.
Arriviamo con la macchina al Passo Pordoi, un valico alpino a 2239 metri di altezza e appena siamo scesi ci ha travolto un vento freddo e pungente. Quest’anno ho imparato una cosa importante: mai andare in giro senza pantaloni lunghi nello zaino!
Dal passo abbiamo preso il sentiero per il rifugio Viel del Pan (via del pane), un antico sentiero delle Dolomiti che un tempo veniva utilizzato per il commercio di farina e per gli scambi artigianali tra il Bellunese e le valli ladine. Il sentiero si snoda sul crinale tra la Marmolada e il massiccio del Padon e offre viste panoramiche sul Lago di Fedaia e sul gruppo della Marmolada.
Avevamo già avuto modo di apprezzare le meraviglie di questa passeggiata, ma abbiamo deciso di affrontarla per la seconda volta, perché a mio avviso riserva una visuale unica: in alcune parti del cammino, se si allunga una mano, sembra di toccare davvero la Marmolada e il suo famoso ghiacciaio.
La camminata è stata molto piacevole, quasi tutta in pianura, e dopo quasi due ore siamo arrivati a destinazione e ci siamo rilassati sul prato gustandoci un buon panino con lo speck, come da tradizione della zona.

Un nuovo, piccolo amico!
Un nuovo, piccolo amico!

C’era tantissima gente, per lo più famiglie, che pranzavano e si godevano importanti momenti di relax e aggregazione, condividendo il cibo, una birra o una buona cioccolata calda: la montagna è anche questo, sfruttare ogni piccolo momento e farlo con le persone del cuore.
Anche noi abbiamo preso un caffè e ci siamo preparati ad affrontare la via del ritorno felici e soddisfatti per aver raggiunto l’ennesima meta.

Io, trekker nella valle
Io, trekker nella valle

Trascorrere le vacanze tra le cime delle Dolomiti per me ogni volta è come entrare in una cartolina: il silenzio, il fruscio delle foglie e il rumore dei ruscelli che scorrono puri e limpidi rendono vivente un paesaggio incantevole.
Penso che non esista una vacanza più rilassante di questa, luoghi che ti rigenerano per aiutarti ad affrontare di nuovo il caos della città e della vita di tutti i giorni.

Mamma

Per il prosieguo del racconto…
Alla prossima settimana!

NDR: informazioni storico-geografiche tratte in parte da Wikipedia

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