Rocca Priora

Appunti di Viaggio

Con la canicola degli ultimi giorni, sono molte le persone che si rifugiano al mare, in montagna o sulle rive dei laghi per trovare un po’ di frescura. Le gite fuoriporta con la bella stagione si moltiplicano e in pochi pensano a piccoli paesi arroccati fuori città.
Con l’occasione di un matrimonio, noi siamo andati a visitare Rocca Priora.

Alle 9 del mattino il termometro a Roma segnava già 32 gradi. Sarebbero diventati oltre 38 nelle ore centrali della giornata. Beh, qui non hanno mai superato i 30 °C. Già mi sembra un buon motivo per venire a fare una passeggiata. Sosta in trattoria (mangiate le cellette al sugo di ricotta!) e la giornata è salva.

Il nome deriva dal romano Castrum Perjuriae, ma la sua storia inizia dalla fondazione latina di Corbium. Divenuta poi feudo dei conti di Tuscolo, passa nei secoli nelle mani di varie famiglie e viene più volte occupata e distrutta.
Quando si arriva in alto, sul Belvedere, si sente già la differenza di quota. Infatti con i suoi 768 mslm, questo è il più alto dei Castelli Romani ed è ricordato storicamente come “neviera di Roma”, per il commercio di… neve per la conservazione dei cibi!
Ci affacciamo e lo sguardo spazia per parecchie decine di chilometri, da nord-ovest a sud-est, lungo il tracciato dell’A1, sui verdi pendii dei monti tiburtini e prenestini.

Palazzo Savelli
Palazzo Savelli

Piazzale Zanardelli è il principale parcheggio dove lasciare la macchina e introduce alla più imponente delle architetture roccaprioresi, il Palazzo Savelli: ospita la sede del comune, ma dell’originale non c’è molto. Difatti, nonostante la forma quattrocentesca, la sua costruzione risale al 19° secolo ed il colore è peculiare del materiale con cui è stato costruito: nera pietra vulcanica.
Abbiamo avuto la fortuna di poter entrare nella sala consiliare ed ammirare, esposti in teche, i manifesti originali affissi durante la Repubblica Romana, con i messaggi del Triumvirato Armellini-Mazzini-Saffi che esortavano la popolazione all’unità e a quell’indipendenza che sarebbe arrivata definitivamente qualche anno dopo.

Manifesti originali della Repubblica Romana
Manifesti originali della Repubblica Romana

La contigua piazza Umberto I ci conduce alla chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo. Opera del quindicesimo secolo, viene costruita sui resti del tempio della Dea Fortuna. L’originale portale in pietra conduce all’interno, dove tre navate conducono ad un Abside del ‘900. Possenti sono i pilastri ottagonali e da menzionare è lo stemma della famiglia Savelli.

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e Palazzo Savelli
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e Palazzo Savelli

Non è tutto, poiché ci sarebbero da visitare il santuario della Madonna della Neve, il Museo Benedetto Robazza, il Pantano della Doganella, il Bosco del Cerquone, l’antica Tusculum… ma la giornata prevede altri programmi, così percorriamo via Umberto I e in una manciata di passi siamo già fuori il paese. Piccolo, panoramico, fresco!

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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