Appunti di Viaggio
La storia di questa città è celebre ai più e legata a doppia mandata con quella dell’impero austro-ungarico, di cui ne è stata una delle capitali. Ma se si cerca sui motori online, uno dei primi risultati saranno sicuramente le terme. Scorrendo un po’, invece, si nota come ufficialmente abbia poco più di un secolo.
Quindi una capitale con un secolo di storia, in cui venire a rilassarsi. Stop. Articolo finito.

E invece no! I quattro giorni passati in giro per le sue strade ci hanno permesso di entrare nella storia di un popolo intero, passando per tutte le fasi che hanno portato all’unione amministrativa di Budapest di fine ottocento. Non solo la romana Aquincum, ma soprattutto le posteriori Obuda, Buda e Pest. Passando per la tragica storia del novecento, con la nascita dello stato sovrano ungherese, la doppia occupazione nazista e sovietica, la resistenza di eroi pronti a tutto per la libertà.

La storia si respira camminando nei vicoli della medievale Buda e nelle strade della moderna Pest. Si leggono tra le righe le occupazioni (e distruzioni) mongola e turca e gli sfarzi asburgici. I bombardamenti del secolo scorso e la rinascita post-sovietica. Le facciate dei palazzi sono spesso sfarzose, decorate con piccoli dettagli e grandi statue, in uno stile che spazia dal gotico all’art nouveau.
Grandi boulevard guidano i visitatori, che non possono non girare col naso all’insù, alla ricerca di qualche particolare che la guida di turno non ha segnato tra le proprie pagine.

Come per ogni grande città che si rispetti, quattro giorni sono abbastanza per incuriosire, ma non adatti a rispondere alle mille domande sovvengono: più la si visita, più incuriosisce. Non adatti se si vogliono visitare architetture e parchi moderni, in cui si vivono gli ultimi cinquant’anni attraverso brutalismo e statue colossali, ma sufficienti per visitare le principali attrazioni: dai grandi musei, al parlamento, dal castello alle terme. Magari non facendosi mancare un giro in barca sul bel Danubio blu e una visita guidata di qualche sito.

Uno dei motivi per cui venire a Budapest è la sua cucina. Mitteleuropea da un lato, orientaleggiante dall’altro. Si vede come sia stata un bazar, piazza di scambio di merci e spezie, anche dalle pietanze sui fornelli. Dal rinomatissimo gulash, al chicken paprikash, la scelta è grande. Assaggerete lo schnitzel con patate (fettina di carne panata), i galuska (gnocchetti di farina), langos (pizza fritta) e tantissimi dolci come i kurtoscalacs (dolce ciminiera), palacsinta, flodni, beigli, la torta Dobos, la zserbo, i somloi galuska, il tutto annaffiato da abbondante birra e vini locali (ne abbiamo assaggiati di buonissimi), o accompagnato a fine pasto da Palinka e/o Unicum.
Se non sono tutte queste importanti ragioni per visitare Budapest…!
Al prossimo racconto!
