Il silenzio dei conducenti

Stranezze danesi

È doverosa una premessa: ho abitato per moltissimo tempo in uno degli incroci nevralgici di Roma, ossia quello nel quale le strade che arrivano dall’EUR, dalla Magliana, dalla Portuense e dall’Ostiense si uniscono per trasformarsi in Viale Trastevere. Basta una vaga conoscenza della città per immaginare che il sottofondo di sirene, clacson e improperi sia sempre presente, giorno e notte.
Ovviamente, come si dice: quando sei a Roma, fai come fanno i romani. E io sono romana. Ho imparato ad essere, dietro al volante, davvero chiassosa, sia verbalmente, sia tramite gesti coloriti, sia con l’uso del cosiddetto “avvisatore acustico”.
Qualunque scusa è buona per protestare: un’automobile che va troppo piano, una presunta precedenza non concessa (ma chi si prende poi la briga di andare a guardare i veri segnali???), un’antipatia epidermica e immotivata o il semplice fatto di essersi alzati con il piede sbagliato. Tutto.

Traffico danese
Traffico danese

Poi mi sono trasferita in Danimarca e ho avuto un vero e proprio shock culturale. A queste latitudini (dove il limite di velocità dei 50 km/h cittadini è sacro e viene rispettato perfino dal figlio del re), il clacson potrebbe quasi non essere montato di serie sulle automobili, dato che nessuno lo usa.
Non solo: si è perfino parlato di creare delle leggi particolari, che puniscano chi è troppo “esuberante” alla guida e si lascia andare a parolacce e gestacci.
Qui i conducenti sono davvero degli agnellini, buoni e pazienti.
Un po’ di tempo fa, ad esempio, sotto una pioggia battente, degli operai hanno deciso all’improvviso – sicuramente per un buon motivo, non ne dubito – di chiudere una delle due corsie di marcia di una delle strade principali della città. Ci sono capitata durante l’ora di punta, quando tutti escono dagli uffici. Ve lo garantisco: non c’era un semaforo, neanche uno di quelli piccoli, portatili, per regolamentare il traffico.

Cartello stradale in danese: “quando il blu lampeggia, i servizi di emergenza sono in arrivo”
Cartello stradale in danese: “quando il blu lampeggia, i servizi di emergenza sono in arrivo”

A Roma, oltre ad una fioritura di fantasiosi insulti e ad una “crostata” di macchine intrecciate in modo irreversibile, ci sarebbe stato un concerto per clacson e voci.
Qui, invece, in ordinato silenzio, le auto vichinghe si sono messe da un lato, attendendo il loro momento per passare. Basita, mi sono resa conto che non c’è stato bisogno nemmeno del semaforo: gli automobilisti si sono disciplinatamente regolamentati. Nessuno ha creato ingorghi, né ha protestato, perlomeno non ad voce alta.

Alla prossima stranezza danese!

Pubblicato da mattrossblog

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