Leo e Zoe pt.2

Storia di un amore improbabile

Proseguiamo l’intervista ad Alex Loggia, che ci racconta la nascita ed alcuni aspetti fondamentali del libro “Leo e Zoe”.

I personaggi secondari sono ispirati a tue conoscenze reali?
Sono frutto di fantasia ma ho voluto attribuire loro nomi di persone che conosco. Mi piaceva l’idea di coinvolgerle in qualche modo nella mia avventura da scrittore, quasi come un piccolo omaggio, un modo per farle sentire parte del percorso. Sono particolarmente legato a Charlie e Ciro.

Leo e Zoe, la copertina
Leo e Zoe, la copertina

Quanto di te come musicista c’è in Leo? La sua avventura londinese è stata anche un tuo sogno?
Il Leo musicista è molto vicino a quello che sono stato o, forse, a quello che avrei voluto essere. Mentre scrivevo l’ho immaginato con i tratti di un caro amico musicista che oggi non è più con noi, attraverso Leo ho voluto rendergli omaggio. L’avventura londinese è sempre stato uno dei miei più grandi sogni, l’Inghilterra e Londra in particolare hanno sempre rappresentato quel luogo mitico dove la musica diventa vita, dove tutto sembra possibile e nella scrittura, almeno, quel sogno ho potuto viverlo fino in fondo.

Come ti sei trovato nel delineare la storia romantica?
Come spesso accade è più facile scrivere di certi sentimenti che parlarne o viverli davvero. A volte è la timidezza a trattenerti, a rendere difficile esprimere fino in fondo ciò che provi, ma scrivendo, proprio come accade quando compongo una canzone, quella parte più romantica di me è venuta fuori in modo naturale, senza forzature, è stato un processo spontaneo, quasi liberatorio.

Come hai affrontato il fattore della dipendenza?
Avendo vissuto l’adolescenza negli anni ottanta ho purtroppo conosciuto da vicino il problema, diversi amici e conoscenti si sono trovati a combattere quel demone, alcuni sono riusciti a uscirne, altri invece non ce l’hanno fatta. La figura di Sara è ispirata ad una ragazza a cui ero molto legato da bambino, la sua scomparsa è stata un vero shock per l’Alex ragazzo, uno di quei dolori che ti segnano e in un certo senso restano con te per sempre. Raccontare quella parte della storia è stato anche un modo per elaborare e dare un senso a quei ricordi così dolorosi.

Leo e Zoe, il libro
Leo e Zoe, il libro

Possiamo considerarlo un messaggio per i giovani che si trovano a realizzare un grande sogno?
Sì, in fondo lo è, è il messaggio che avrei voluto ricevere io da ragazzo, che i sogni si possono inseguire ma vanno vissuti con consapevolezza, senza perdersi per strada, che la passione può portarti lontano, ma serve anche lucidità per non finire in vicoli ciechi. Il mio romanzo non è una morale, non vuole insegnare nulla ma, se chi lo legge riesce a cogliere questo, allora forse ho fatto qualcosa di buono.

Buona lettura!

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N.d.r.: ringraziamo l’autore per averci fornito le immagini nell’articolo.

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