Appunti di Viaggio
“Sulla strada di casa non mi sembra vero”
Erano le cinque del pomeriggio e in quel giorno di giugno il cielo era come marezzato. Sprazzi di azzurro in una tela di nuvole multiformi. Afoso quanto bastava da volersi gettare in una fontana o da sognare la riviera e il frescore di un bel bagno in mare.
“Ti ho incontrata per caso, ma nel caso non credo”
Camminavano mano nella mano, ricordando quei primi momenti. L’incontro e Ale a fare da tramite. Lui al tempo portava un paio di bermuda e una camiciona hawaiiana a fiori. I capelli erano più lunghi e l’elastico dei boxer era visibile.
“Quante cose da dire, l’importante è capire”
Lei, un jeans a vita bassa e una camicetta di cotone leggero. La coda con l’elastico e la borsetta con dentro l’essenziale. L’aveva comprata in un negozio del quartiere, perché all’epoca non esistevano ancora i grandi centri commerciali.
“Se vieni tu da me o vengo io da te”
Ale era andato a prenderli quasi a sorpresa con la sua Fiat Panda Bianca. Riportava ancora la vecchia tipologia di targa, quella con la provincia come prime lettere, per intendersi.
Si presentò prima da Lui, rigorosamente con i finestrini abbassati a manovella e il braccio “d’ordinanza” fuori. Poi da Lei, percorrendo la strada ombreggiata da altissimi pini e con uno spartitraffico diviso da grandi cespugli di oleandri in fiore. Ale li presentò.
“È solo un gioco che dura troppo poco”
Parcheggiarono in un grande piazzale circondato da uffici, che oltre alle strisce per gli stalli delle auto non aveva nulla, se non grigi pali della luce, che la notte davano un chiarore arancionastro grazie alle lampadine ad incandescenza.
“È solo un gioco che dura troppo poco”
Entrarono dall’ingresso che dava sul Trenino fantasma. Un piccolo ottovolante per giovani e non, che con le sue ambientazioni faceva comunque divertire. Gli Scivoli a onde erano proprio vicini e visti da sotto sembravano infiniti!
“Il tempo di una foto, scherziamo con il fuoco”
Lui tirò fuori dalla tasca la vecchia kodak, formato 4:3, con rullini da 127 mm, che il papà gli aveva regalato qualche anno prima. Si posizionarono davanti alle vecchie Montagne russe e chiesero ad un ragazzo che passava di lì con la comitiva di amici se potesse scattare una foto. L’orario era quello ottimale, il tramonto: luce calda, emozionale, da ricordare. Di sicuro col buio non avrebbero potuto più immortalare la giornata, poiché non c’era un flash integrato nella macchinetta fotografica.
“Bailando el toro loco”
Il ragazzo caricò la pellicola. “Tric”, “track”, “clack”. Tutto pronto. I tre sorrisero: “cheese”! “Click”. Solo in quel momento notarono i jeans a vita bassa, la canottiera e i sandali di Ale. Scoppiarono a ridere fragorosamente. L’ottovolante passò sfrecciando vicino ai tre, ma le risate non vennero coperte dallo sferragliare del convoglio.
Arrivò un odore improvviso. Dolce. Vicino c’era il carretto dello zucchero filato. Ne presero uno a testa, certi che tutto quel volume non li avrebbe mai riempiti. Così, appagati ma non sazi, si diressero verso il Tagadà. Che turbinio di gente! Quando scesero, le gambe sembravano di pastafrolla. Si sedettero su una panchina.
“Chissà se dopo tu vieni qui da me”
Lui era vicino a Lei. Poteva sentirne il profumo, per la prima volta. Lei, un po’ timida, si ritraeva. Ma sapeva benissimo il perché: quel ragazzo conosciuto poche ore prima la imbarazzava per le attenzioni che le dava. E al tempo stesso le faceva molto piacere.
Le scarpe da ginnastica che entrambi indossavano si sfioravano sul pavè del luna park.
Ripresero il cammino, direzione Casa dei fantasmi. I carrelli potevano portare fino a tre persone, così salirono tutti insieme. Tra un lampo, un tuono, grida improvvise, clangore di catene e fiamme infernali il giro durò pochi minuti. Una volta finito, si accorsero che si erano stretti, quasi abbracciati, per farsi coraggio. Stavolta risero, ma per alleggerire la tensione.

La fine di questa storia… tra una settimana!
Al prossimo racconto!
Nota a margine: le parti del testo ricomprese tra le virgolette sono prese dal testo della canzone “Caramello”, Testi di Rocco Pagliarulo, Federica Abbate e Davide Petrella, musiche di Stefano Tognini. “Rivoluzione”, Epic, Sony music. Tutti i diritti riservati.
Pubblicato il 09.06.2023 su http://www.sevenblog.it

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