Piacevoli scoperte nel nord della Francia
Le olimpiadi ci hanno portato nel nord della Francia. Parigi, Lille, Villeneuve-d’Asq, Lens. Un’ultima tappa ci conduce al termine del viaggio, in un paese ricco di storia recente, dal ciclismo a… tanto altro!
La terza tappa ci conduce a Roubaix, fiorita grazie alla forte espansione dell’industria tessile tra ottocento e novecento. Con la crisi del settore, dagli anni sessanta/settanta inizia la riconversione di alcuni edifici storici in luoghi culturali. Culminata nel 2001 con la riapertura de La Piscine, un sorprendente museo allestito nell’edificio dei grandi bagni pubblici del 1932. Fortemente voluta dal sindaco socialista Jean Lebas e realizzata dall’architetto Albert Baert, la grande vasca di acqua riscaldata era ravvivata dal vociare di borghesi e operai che in questo luogo di relax e divertimento erano accolti senza distinzione. Lo stabilimento offriva anche servizi di manicure, pedicure, parrucchiere, bagni di vapore, ristoro: amato dai cittadini di Roubaix, dopo la chiusura nel 1985 per problemi di usura della volta, ne chiedono il restauro.
La struttura riadattata dall’architetto Jean-Paul Philippon, tra i progettisti della metamorfosi della Gare d’Orsay, ritrova lo splendore delle due grandi vetrate a ventaglio, che ricordano l’alba e il tramonto, le piccole ceramiche blu e oro della vasca e altri dettagli d’epoca. Accoglie le collezioni museali civiche consacrate al XIX e XX secolo, con attenzione ad artisti locali come Jean-Joseph Weerts, associando belle arti e arti applicate tra cui ceramiche di Sèvres, campionari tessili, la donazione del commerciante Henri Selosse, prestiti da istituzioni nazionali e nuove acquisizioni.
Conservando lo spirito del luogo a bordo piscina, su un pavimento in legno rimovibile sono collocate le sculture, alcune delle quali sembrano lì lì per tuffarsi o scivolare languidamente in acqua, nelle docce e negli spogliatoi laterali. Al piano superiore si trovano gli oggetti d’arte applicata e mostre temporanee.

Tra 2017 e 2018 nuovi lavori di Philippon estendono la superficie espositiva permettendo l’allestimento di una sala dedicata alla storia della città e di una galleria di scultura moderna dove spicca la ricostruzione dello studio parigino di Henri Bouchard. Non mancate di osservare le vivaci sculture di animali di inizio novecento, alcune ceramiche di Picasso e un imponente portico arabeggiante di Alexander Sandler del 1913 della manifattura di Sèvres, che è la ciliegina sulla torta del salone della piscina!
