Grande Meraviglia

Caro lettore, alcuni libri ci aspettano da sempre, pronti a sussurrarci qualcosa di nuovo. Oggi potresti trovare la storia di cui non sapevi di aver bisogno.

In Grande Meraviglia, Viola Ardone dà voce ad Elba, una bambina cresciuta nel “mezzomondo”, il manicomio che rappresenta per lei l’unico universo conosciuto. Questo luogo, insieme buffo e tragico, è popolato da figure eccentriche e indimenticabili, come l’infermiera Gillette, Lampadina e Nana la cana. Elba racconta ciò che vede e vive con uno sguardo disincantato e fanciullesco, compilando il suo Diario dei malanni di mente dove trascrive i sintomi e le diagnosi finali che lei fa alle pazienti del manicomio. La sua voce, fragile e incisiva, ci svela una verità dolorosa: la società ha sempre avuto bisogno di relegare ai margini chi considera “difettoso”.

«I mica-matti odiano i matti, li chiudono nel mezzomondo e qui non ci vogliono più mettere piede, neanche nei giorni di visita perché, sotto sotto, hanno paura che non li facciano uscire mai più. (…) È più comodo tenere tutti i difettosi in un unico posto nascosto, così nessuno li vede e non esistono più. Come dice la pubblicità: Viavà, e la macchia se ne va.»

Questa frase racchiude il cuore del romanzo: la denuncia di una società che preferisce dimenticare ciò che non comprende e che gli crea problemi, perché non conforme a certi standard. Ma Grande Meraviglia non è solo una critica sociale. È anche la storia di una trasformazione. Quando Fausto Meraviglia, un giovane psichiatra, decide di portare Elba fuori dal “mezzomondo” e accoglierla nella sua casa, nasce tra loro un legame complesso e salvifico. Per Elba lasciare il manicomio significa imparare cosa sia la libertà; per Fausto prendersi cura di lei è un modo per riscoprire il significato della paternità.

La copertina di "Grande meraviglia"
La copertina di “Grande meraviglia”

Con una scrittura intensa e poetica, Viola Ardone intreccia ferocia e tenerezza, regalando un romanzo che sa commuovere e far riflettere. Come l’autrice stessa ricorda: «L’amore degli altri non dipende mai solo da noi. È questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.»

In Grande Meraviglia, amore, dolore e speranza si mescolano in una storia che lascia il lettore con domande profonde: cosa significa davvero essere liberi? E quanto dipendiamo dagli altri per sentirci vivi?

Ci vediamo tra le pagine del prossimo libro!

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