Palermo top 3

Appunti di Viaggio

La capitale dell’architettura arabo-normanna. La definiscono così, senza mezze misure. E… hanno ragione! Le cupole che ci portano all’interno di atmosfere alla Indiana Jones, chiese con pianta a croce greca, palazzi pieni di fregi, dettagli che splendono agli occhi, intarsi, archi ogivali, blocchi di arenaria.
Ma Palermo nasce molto prima. Emporio fenicio, porto punico, centro romano, sono tante le dominazioni che si riscontrano nel tempo in una pianta cittadina che non nasconde il passaggio di queste civiltà. Con gli arabi prima e i normanni poi raggiunge però la sua massima bellezza. Fino all’esplorazione durante il Grand Tour, nel XIX secolo.
Quest’oggi però non vi porterò nei luoghi più conosciuti e abusati. Metteremo da parte la splendida Cattedrale, il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina. Sia chiaro… sono tappe obbligatorie, ma scopriremo altri luoghi che hanno reso celebre Palermo nel mondo.

Mercato di Ballarò
Mercato di Ballarò

3. Mercato di Ballarò

Le grida in un dialetto molto stretto, banchi di qualsivoglia merce affacciati sulle strette strade, tendoni colorati, profumi di materie prime e bontà appena cucinate fanno sembrare questo luogo un vero suk arabo. Si ha l’impressione di venire sommersi dalle persone in visita e dal pot-pourri di sensazioni che arrivano al cervello entrando dal naso, dalle orecchie e da qualsivoglia senso si attivi in questo colorito marasma. Una volta superato il primo ambientamento, però, si capisce subito che questo è il posto giusto se si vuole assaggiare la vera cucina palermitana. Di arancine è piena la città. Qui si assaggiano Stigghiole (budella di agnello cotte alla griglia), Pani ca’ meusa (pane con milza di vitello), Sfincione (una focaccia morbidissima), Pane cunzato (un panino ripieno di ingredienti semplici come pomodoro e acciughe, non esiste una vera ricetta: ogni famiglia ha la propria)… e chi più ne ha, più ne metta! Venite affamati, verso l’ora di pranzo!

Io sulle scale del Teatro Massimo
Io sulle scale del Teatro Massimo

2. Teatro Massimo

È uno dei teatri lirici più grandi d’Europa. Di architettura neoclassica, imponente alla vista, la stessa costruzione è stata spettacolare: avvenuta nel XIX secolo, con l’aiuto di una gru con motore a vapore. Gli architetti, Basile padre e figlio, disegnarono un impianto a cinque ordini di palchi, con un soffitto mobile per permettere l’aerazione della sala (bisogna pensare che un tempo all’interno si poteva fumare), proprio sotto la più grande cupola di tutta la Sicilia. Come se non bastassero queste opere ingegneristiche (ma ce ne sarebbero tante altre, da parlarci una giornata intera), a rinfrancare la celebrità di questo luogo ci pensa il cinema: qui sono state girate alcune scene del Padrino – Parte III. Celebri sono quelle della scalinata!

Chiesa del Gesù di Casa Professa
Chiesa del Gesù di Casa Professa

1. Chiesa del Gesù di Casa Professa

Da fuori sembra una chiesa “normale”. Appena superate le porte d’ingresso però si viene immersi da un tripudio di marmi, intarsi, pitture e sculture che… ce ne sarebbe per osservare una giornata intera. Consiglio vivamente di partecipare ad una visita guidata, dove volontari illustrano i mille e più segreti che si nascondono dietro ogni cappella, ogni opera, ogni gruppo scultoreo. L’abside è un rincorrersi di figure che imbracciano arnesi, o sono in specifiche pose, a simboleggiare particolari virtù o al contrario alcuni vizi. È un’estasi in versione marmorea, un Bignami biblico in pietra.
Come se non bastasse tutto ciò per convincervi a visitarla, qui si trova un organo con oltre 4000 canne, che nelle occasioni speciali riempie l’aria di melodie sacre.

Armatevi di voglia di conoscenza: attraverso queste tre tappe inizierete ad entrare nel cuore di una città che ha tanto, tanto da offrire al forestiero.

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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