Leggo perché sono una Bookaholic convinta…
Tim e Ramie hanno sempre passato la loro vita in viaggio, senza mete precise e senza fare programmi anticipati. L’unica cosa che li lega alla loro casa natale è passare di tanto in tanto a vedere come stanno Leo e Norma, i genitori di Tim.
Stavolta però trovano una spiacevole sorpresa ed arrivano giusto in tempo per dire addio a Leo e accogliere una diagnosi di tumore avanzato per Norma.
L’arzilla nonnina si trova all’età di 91 anni ad affrontare la morte dell’amore della sua vita e a dover decidere se iniziare cure lunghe e dolorose senza avere la certezza di guarire.
Norma non ha alcun dubbio: il suo unico desiderio è partire insieme a Tim e Ramie, rinunciando all’intervento e alla terapia e vivendo giorno per giorno il tempo che le rimane.
“Erano tante le cose da fare per poter mantenere la promessa e far vivere a Norma l’ultima avventura della sua vita. Innanzitutto non avevamo idea di quanto sarebbe durata, quell’avventura, né dove ci avrebbe portato. Ma sapevamo di doverci provare.”
Ovviamente i medici tentano in tutti modi di dissuaderla da quell’idea, ritenendola pericolosa per le sue condizioni, ma Norma è più che decisa e con il benestare di Tim e Ramie inizia a programmare la sua partenza acquistando come prima cosa un camper più grande che possa essere per lei pratico e confortevole.
Ma dove si dirigeranno?
“Mi resi conto che, nonostante io e Tim avessimo attraversato il paese in lungo e largo in molte occasioni, per la prima volta avremmo visto tutto da un’altra prospettiva. Da due nuove prospettive, in realtà: il parabrezza e gli occhi di una novantenne che aveva detto “Sì!” all’avventura.”

Decidono di non fare programmi e che quel viaggio è diverso dagli altri proprio per la presenza di Norma: seguiranno i suoi desideri per renderle speciale quell’ultimo periodo insieme a loro.
“Ecco una missione da adempiere, finalmente: dare a una donna che stava per morire, a una donna che per tutta la sua lunga vita aveva amato e nutrito gli altri, nei suoi ultimi giorni, il dono della scoperta e della gioia. Tutto mutò. Non sapevamo che cosa sarebbe successo di lì in avanti. Ma di una cosa eravamo certi: aver portato Norma in viaggio con noi si stava rivelando un’ottima idea.”
La prima tappa è il monte Rushmore nel South Dakota per ammirare i volti dei primi quattro presidenti americani scolpiti nella roccia; per poi proseguire visitando il parco di Yellowstone dove il più grande desiderio della nostra protagonista era ammirare finalmente gli orsi.
Ma l’avventura più grande è quando, raggiunto il New Mexico, Norma riesce a salire su una mongolfiera per un giro indimenticabile insieme a suo figlio e sua nuora.
Ovviamente la malattia avanza ed iniziano i primi dolori e le prime difficoltà gestite da rimedi eccellenti e dalla premura di Ramie, che tratta Norma come una vera e propria mamma.
Può un epilogo abbastanza scontato portare ad un’avventura unica nel suo genere?
Mi piacciono molto i libri ispirati a storie realmente accadute, perché rendono vero il mio approccio alla lettura e mi coinvolgono molto di più, raccontata in prima persona dalla voce di Tim e Ramie è stata una lettura scorrevole che mi ha coinvolta dalla prima all’ultima pagina.
Con molta tenerezza e solidarietà ho accompagnato Norma in quello che è stato in tutti i sensi il suo ultimo viaggio; sono partiti in tre, ma tappa dopo tappa hanno conosciuto persone disposte ad aiutarli e supportarli.
“Ventunomila chilometri alla guida, trentadue Stati toccati, quindici parchi nazionali visitati, nuove esperienze, nuovi amici, litri di birra e tante torte.”
L’avventura di Norma è diventata un vero e proprio caso mediatico e social. La nostra nonnina è per tutti un esempio di resilienza e forza: molte persone chiedevano di seguirla e di incontrarla e lei con il sorriso aveva sempre una buona parola per tutti.
“In ogni sorriso, in ogni faccia buffa, a ogni tappa lungo il percorso abbiamo imparato moltissimo da lei. Sono lieto di non essermi “derubato” dell’opportunità di conoscere mia mamma. Perché, in definitiva, mi ha insegnato a dire: “Sì!””
Il viaggio in questo caso diventa sia fisico che interiore, per persone che hanno scelto di affrontare il brutto periodo dopo una diagnosi infausta, vivendo davvero a pieno ogni momento.
Ognuno di noi, a proprio modo, dovrebbe vivere così, senza rimpianti né tristezza, ma con la voglia di affrontare al meglio anche i periodi più brutti realizzando ogni piccolo o grande desiderio.
“L’amore che abbiamo ricevuto da ogni parte del mondo ci ha tenuto a galla e ve ne saremo eternamente grati.”
Norma è rimasta nel mio cuore e sono sicura farà breccia anche nel vostro!
“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.”
Virginia Woolf
Il sito di Miss Norma: www.missnorma.com
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