Sorprendente Andalucia
A una ventina di kilometri dall’affascinante cittadina di Tarifa si trovano la spiaggia selvaggia di Bolonia e il sito archeologico di Baelo Claudia, immerso in un paesaggio incantevole tra alte colline e il mare, tra ulivi e palme e la vista sulla costa del Marocco.

Prima di farvi tentare da un tuffo nell’oceano, vi consiglio di visitare la zona archeologica! Il museo di recente costruzione espone alcuni reperti interessanti che illustrano i culti religiosi e le attività artigianali praticate nell’antica città, fondata alla fine del II secolo a.C. e fiorita negli anni seguenti grazie alla pesca, alla lavorazione del tonno, ai commerci con l’Africa e con la Lusitania, l’antico Portogallo. I suoi notevoli resti si ammirano passeggiando nel verde su passerelle in legno o direttamente sulla pavimentazione in pietra originale delle due vie principali. Si nota una parte di uno dei tre acquedotti che alimentavano la città, le mura che la circondavano, rovine di edifici pubblici come il mercato, la curia, la basilica, con le colonne innalzate nuovamente dopo la scoperta dei blocchi originali e l’imponente statua dell’imperatore Traiano (se volete ammirare l’opera originale e altre meraviglie recatevi a visitare il museo di Cadice!).

Per quanto riguarda i culti religiosi, erano stati dedicati templi ad ognuna delle divinità della cosiddetta “triade capitolina”, Giove, Giunone e Minerva, che spesso invece nelle città romane ne condividevano uno con celle distinte per le loro statue. Gli edifici erano posti in posizione rialzata sulla piazza del foro e un altro tempio era stato edificato per la dea Iside, culto di origine egiziana accolto ufficialmente nel mondo romano intorno al II secolo d.C.

Nella parte alta della città fu costruito il capiente teatro, sfruttando la pendenza del terreno per erigere le gradinate.
Mentre verso mare, nella zona portuale, sono evidenti i resti di una zona termale e delle vasche per la salagione del tonno: qui si produceva il celebre garum, condimento a base di pesce azzurro sotto sale dal sapore deciso, amato o odiato a seconda delle fonti storiche, conservato in anfore ed esportato in tutto l’impero.

La città subì scosse di terremoto nel III secolo d.C. Fu frequentata ancora fino al VI secolo prima dell’abbandono, eppure in un luogo così bello verrebbe voglia di mettere su casa! Godiamocelo ancora un po’, perché dopo la passeggiata archeologica è il momento di scendere alla lunga spiaggia dorata, esplorare la duna, tuffarsi nelle onde oceaniche e fermarsi ad un pittoresco chiringuito… resistendo alla tentazione di aprirne uno e non partire più!
