L’arte di viaggiare, l’Italia e il Grand Tour

Il celebre Viaggio in una mostra

Se anche per voi viaggiare è un’arte e desiderate sapere di più su viaggiatori e viaggiatrici che, soprattutto tra il 1700 e il 1800, hanno intrapreso il viaggio in Italia alla scoperta di cultura, natura, usi e costumi, venite a visitare la mostra allestita al Museo Amedeo Lia alla Spezia fino a fine ottobre.

La struttura, edificata come chiesa e convento dei frati di San Francesco da Paola fuori dalle mura della città all’inizio del 1600, oggi nel cuore del centro storico, è situata a pochi minuti a piedi dalla stazione. Ospita dal 1996 la donazione Lia, una ricca e varia collezione di dipinti, sculture e oggetti d’arte antica, medievale e moderna. La mostra in corso valorizza un nucleo significativo di vedute e capricci dell’esposizione permanente, riproduzioni realistiche di edifici e paesaggi o composizioni fantasiose di elementi architettonici classici e contemporanei, che costituivano il souvenir più ambito per i visitatori della nostra penisola. Queste opere di autori come Canaletto, Francesco Guardi, Giovanni Paolo Pannini, in dialogo con interessanti prestiti in un allestimento particolarmente suggestivo, conducono il visitatore in un viaggio, un po’ meno avventuroso di quello reale, ma decisamente emozionante.

Il viaggio d’istruzione nelle principali città d’arte italiane, già citato in alcune opere di Shakespeare, diventa una moda irrinunciabile dalla seconda metà del ‘700 per i giovani nobili e benestanti delle famiglie più in vista, soprattutto inglesi, a coronamento del percorso di studi e punto di partenza per la carriera futura. Nonostante le donne all’epoca avessero un limitato e privato accesso alla cultura, non sono mancate interessanti viaggiatrici che hanno lasciato testimonianze illuminanti, come ad esempio Anna Miller che nelle “Letters from Italy” del 1776, primo esemplare di guida redatta da una donna, sostiene che i viaggi invitano a sbarazzarci dei pregiudizi. La mostra inizia con lo splendido ritratto di viaggiatore di Pompeo Batoni e calchi sette-ottocenteschi di alcune sculture classiche, permettendo al visitatore di sperimentare, almeno in parte, l’impatto del confronto tra ciò che si è studiato e immaginato e la vista di capolavori e luoghi ricchi di storia; e la celebrazione dell’antico che i viaggiatori manifestavano con le visite alle collezioni delle ville e dei musei e agli studi di artisti come Canova e Thorvaldsen.

La sezione su Venezia
La sezione su Venezia

Con un ingresso meno difficoltoso di quello narrato dalle fonti, via mare o via terra attraverso valichi alpini da superare su portantine in vimini, slitte, o a dorso di mulo, prima dei miglioramenti della rete viaria di inizio ottocento, si entra nella prima tappa accolti dall’azzurro della laguna e da strutture che ricordano la curvatura dei ponti veneziani: una città magica, straniante, indimenticabile, vivace e animata soprattutto nel lungo periodo del carnevale e per la festa del Redentore, che la pittrice esule Elisabeth Le Brun ha l’opportunità di visitare in compagnia del direttore del Louvre Dominique Vivant Denon.

Un colore caldo accoglie nelle sale dedicate a Roma, città stratificata e ricca di storia che commuove i visitatori di ogni epoca, i cui celebri monumenti Canova illustra alle viaggiatrici Mary e Agnes Berry e Mary Shelley, esule volontaria nel 1814 per amore del poeta e profonda ammiratrice dell’Italia, include in alcuni passaggi dei suoi romanzi Valperga e The Last Man.

La sezione su Roma
La sezione su Roma

Firenze è una tappa importante per le collezioni granducali, la visita alla Tribuna degli Uffizi in particolare, con l’accostamento, tra tanti capolavori, della Venere di Urbino di Tiziano e della Venere Medici, per il dolce paesaggio collinare e per la folta colonia britannica con botteghe e locande dedicate che permettono a Hester, vedova Thrale, in viaggio con il neomarito italiano, il musicista Gabriele Piozzi, di lenire la nostalgia per la terra d’origine.

Infine Napoli, metropoli ricca e affascinante, impreziosita da dintorni ineguagliabili come il Vesuvio, le solfatare, le baie illuminate dal sole accecante, gli scavi di Ercolano e Pompei, scoperte tra il 1731 e il 1748: vi immaginate l’emozione di avventurarsi negli anfratti di cenere solidificata alla luce delle fiaccole, come raccontano per esempio Anna Miller e Sydney Morgan, e osservare tra i primi pavimenti e pitture, testimonianze meravigliose della vita dell’epoca antica?

Buona visita!

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