Appunti di Viaggio
Ma davvero gli islandesi mangiano carne di squalo? Oltretutto putrefatta? Sì. Anzi, no. O meglio… mi spiego.
In un Paese dove storicamente ghiaccio e vulcani sono in abbondanza, ma in quanto ad animali (e quindi cibo) scarseggiava, è stato trovato un escamotage per rendere commestibile la carne di squalo, altrimenti mortale per l’uomo.
Questo animale preistorico non possiede un apparato urinario. Sicché quando perisce l’acido urico, prodotto come scarto del normale funzionamento organico, si accumula nelle sue carni. Ciò lo rende alquanto inappetibile per l’essere umano.
Leggenda vuole che alcuni pescatori islandesi, in un momento di carenza, trovarono dei resti di squalo mezzi sepolti in una spiaggia e, davanti all’alternativa “morire di fame”, preferirono quella “morire a pancia piena”. Ma con ogni evidente sorpresa… non perirono.
Da questa esperienza trassero un insegnamento: conservando la carne di questo pesce cartilagineo all’aria per alcuni mesi, questa diviene commestibile. Ciò succede (ma lo si è capito secoli dopo, con l’analisi chimica) perché l’ammoniaca viene degradata dai batteri presenti nell’aria.

Ora. Non immaginate comunque di assaggiare del carnosissimo filetto di wagyu, magari dal sapore marino. Piuttosto… un vago sentore di wc pubblico, misto a candeggina in flacone: rimane davvero disgustoso. Anche la consistenza non è delle migliori per il vostro palato: a metà tra il gommoso e il fibroso. Dipende da quanto marcisce (circa 3-6 mesi) sottoterra.
Se vi succederà di visitare una delle pochissime farm che ancora lo produce, vi renderete conto di essere arrivati dal “profumo” che il vento avvicinerà alle vostre narici, ancor prima di esservi avvicinati. Infatti, dopo essere stata dissotterrata, la carne viene tagliata in pezzi ed appesa ad essiccare all’aperto.
Servitevi con uno stecchino e, se possibile, del pane a smorzare il fortissimo sapore, che non dimenticherete mai. Non sorprende che gli islandesi siano soliti accompagnare l’assaggio ad un buon bicchiere di acquavite. Cheers!

Quindi, tornando alla domanda iniziale… gli islandesi producono ancora questa puzzolentissima carne, che però (solitamente) non mangiano, ma vendono agli ignari turisti che, non soddisfatti di averla assaggiata, spesso la riportano ad amici e parenti cui vogliono più bene.
Il sottoscritto l’ha fatto, osservando le facce schifate con molto gusto! ;D
Al prossimo racconto!
