Cucina europea.
Che comportamento curioso abbiamo noi turisti a metà. Già, a metà perché, da un lato non vogliamo fermarci nei ristoranti più lussuosi, presentati come “tradizionali”, un po’ perché ci danno la sensazione di preconfezionato per chi è di passaggio, un po’ perché, a guardar bene, le nostre tasche protestano un po’ (per non dire che non ce lo permettono!). Dall’altro, però, abbiamo voglia di assaggiare i sapori tipici del luogo e quindi andiamo cercando luoghi che abbiano un’aura di rusticità, che ci convincano senza spennarci.

Quando qualcuno affronta un viaggio da un estero più o meno lontano per venire in visita dalle nostre parti, sorridiamo se si ferma in localini che “puzzano di turistico” lontano un miglio. Sappiamo già che dovrà ingurgitare improbabili carbonare, fettuccine scotte ad un ragù che di bolognese non ha neanche l’origine o, peggio ancora, menù turistici a prezzo fisso che di appetitoso hanno, per l’appunto, solo il prezzo.
Eppure – e qui scatta il nostro “comportamento curioso” – quando siamo noi ad andare all’estero finiamo negli stessi localini, mutatis mutandis, convinti che per noi sarà diverso. Magari abbiamo letto la descrizione della cucina locale su internet o – se siamo un po’ “boomer” – su una bella guida cartacea e ci aspettiamo di trovare proprio quei piatti.

Sono andata a Monaco a gennaio e ho cercato una delle “Gasthaus” più tipiche, presentata come un luogo dove si possono mangiare “specialità tradizionali bavaresi servite in un edificio settecentesco ristrutturato con arredi classici”.
Cameriere e cameriera erano vestiti in modo tradizionale (il mio cuore ha sanguinato di empatia, vedendo il pezzo di gambotte nude dell’uomo tra i pantaloncini e i calzettoni), mentre il proprietario aveva scelto un ben più ragionevole vestito “normale”.

Mi sono guardata in giro, cercando di capire quale fosse il piatto più gettonato. Ho cominciato con una “Griessnockerlsuppe”, ossia un brodino con all’interno uno gnocco di semolino. Come portata principale, la scelta era tra molte ricette di carne (in effetti lo diceva anche la guida: “la cucina di Monaco contiene molta più carne del resto della cucina bavarese”). Ho ordinato uno “Zwiebelrostbraten von der Rinderlende”, della carne arrosto con cipolle e patate. Sarebbe anche stata buona, ma era letteralmente annegata in una salsa densa e pesante, che in parte ne mascherava il sapore. A questo punto, in uno sprazzo di lucidità, mi sono chiesta: so che nel Nord Europa l’uso delle salse è molto frequente, ma… non avrò beccato la versione locale della “carbonara per turisti”?
Tutto il mondo è paese?
