Te c’hanno mai mannato…
I metri che ci separano dall’inizio di questa visita non sono che cinquanta circa. Ma le storie che si sovrappongono col passare degli anni sono moltissime. Non ci rimane che sederci, pop-corn in mano, e goderci l’ultimo episodio di questa serie!

Usciti dalla Cripta ci troviamo davanti alla Basilica di San Bartolomeo all’Isola, costruita dall’imperatore Ottone III nel X secolo d.C. sui resti del Tempio di Esculapio, Dio della medicina. Il tempio venne eretto qui a causa di un’antica pestilenza: la storia ci racconta che nel 293 a.C. Roma era colpita dalle peste, così il senato mandò in spedizione nella città greca di Epidauro alcuni ambasciatori per consultare la divinità. Giunti nella città greca videro un serpente, simbolo del Dio della medicina, salire sulla nave romana. Preso come segno di buon auspicio, decisero di ripartire: una volta giunti a Roma il serpente abbandonò la nave e si stabili sull’isola. Il senato decise cosi di far costruire sul luogo scelto dal serpente il Tempio di Esculapio, e la peste sparì: l’isola fu quindi trasformata in una Trireme (nave romana), in ricordo a quanto successo.
L’isola divenne col tempo un punto di riferimento per tutti i malati che qui venivano per essere miracolosamente salvati da Esculapio.

Desiderosi di visitare la hall della nave, entriamo nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola.Notiamo subito che poco prima dell’altare vi è un pozzo rivestito da un blocco cilindrico di marmo, dove sono scolpite quattro figure, tra cui l’Imperatore Ottone III e San Bartolomeo. Il pozzo, già esistente nel tempio di Esculapio, dissetava i moribondi con un’acqua dai poteri curativi, come ci ricorda una scritta quasi illeggibile sul rivestimento in marmo. Salendo con lo sguardo vediamo che un’antica vasca romana sotto l’altare contiene le reliquie di San Bartolomeo.
Salutiamo il santo e ci dirigiamo nella Capella del Sacramento, dove notiamo una palla di cannone, conosciuta come la Palla der Miracolo, incastonata nel muro: la storia ci racconta che nel 1849 i francesi, che avevano preso sotto assedio Roma, spararono un cannonata da Via Aurelia colpendo la Basilica di San Bartolomeo. La palla di cannone giunse vicino all’altare, ma fortunatamente tutte le persone rifugiate nella chiesa rimasero illese.

Prima di uscire dalla chiesa scendiamo nei sotterranei e, passeggiando su una pedana di legno, ammiriamo i resti del Tempio di Esculapio.
Soddisfatti da tanti aneddoti, usciamo dalla Basilica e ci dirigiamo verso l’ospedale Fatebenefratelli che dal 1583, grazie ad alcuni seguaci di San Giovanni di Dio, ha preso in eredità dal Tempio di Esculapio la cura dei malati. Tra questi frati è doveroso ricordare il Frate Dentista Giovanni Battista Orsenigo, che lavorò nell’ospedale dal 1868 al 1903 estraendo gratuitamente circa due milioni di denti, ritrovati dopo la sua morte in alcune casse di legno da lui conservate.

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio, quindi sbarchiamo dalla nave scendendo le scalette vicino all’antico Ponte Cestio. Approdati sulla banchina, percorriamo l’isola in senso antiorario fin sotto le scalette della polizia fluviale. Qui possiamo ammirare i resti della maestosa nave di marmo con tanto di bassorilievo del serpente intorno al bastone, simbolo ancora oggi della Medicina.
Se non te c’hanno mannato… Vacce!!!
