Tutti a Bordo pt.2

Te c’hanno mai mannato…

La scorsa settimana abbiamo scoperto le prime leggende che si legano all’unica isola del Tevere all’interno della città di Roma, l’Isola Tiberina. Sacra fin dai tempi antichi e luogo di episodi che si perdono tra mito e realtà. Proseguiamo il percorso incontrando… uno dei personaggi iconici del secolo scorso!

La Colonna 'nfame
La Colonna ‘nfame

Usciti dalla chiesa ci troviamo di fronte al famoso ristorante Sora Lella: accenniamo un sorriso in memoria della Nonna di tutti noi romani e continuiamo sui nostri passi fino alla piazza principale. Qui ci troviamo praticamente al centro della nave. Infatti noteremo nel bel mezzo della piazza, in sostituzione all’antico Obelisco che faceva da albero maestro alla nave, un altro monumento: la Guglia. Un mini obelisco con delle nicchie dove sono situate le statue dei quattro Santi appartenuti all’isola, ovvero: San Bartolomeo, San Paolino da Nola, San Giovanni di Dio e San Francesco d’Assisi, rivolto verso Trastevere.
La guglia sostituisce una precedente colonna crocifera, che a sua volta aveva sostituito l’obelisco, distrutta a causa di un incidente sull’isola e conosciuta dai Romani come Colonna Infame in quanto ogni 24 agosto, festa dedicata a San Bartolomeo, vi venivano affissi i nomi delle persone che non avevano ricevuto il precetto pasquale. Tra questi in passato finì anche il nome del famoso pittore Bartolomeo Pinelli.

Il 24 agosto sull’isola si svolgeva anche la Sagra del Cocomero: come usanza venivano lanciati dei cocomeri nel fiume, che andavano in omaggio a chi riusciva a prenderli, tuffandosi nel Tevere. La sagra fu interrotta nella metà del 1800, perché ritenuta troppo pericolosa per le forti correnti del fiume, mentre l’anguria ancora oggi rimane uno dei frutti più amati dai romani!

Piazza San Bartolomeo all'Isola
Piazza San Bartolomeo all’Isola

La piazza nasconde anche un cimitero: sulla sinistra, guardando la Basilica di San Bartolomeo, troviamo la Cripta-Cimitero dei Sacconi Rossi, una confraternita di frati che si stabili sull’isola nel 1784. Questi davano sepoltura, oltre ai confratelli, anche a tutte le vittime del Tevere che non venivano reclamati da nessuno. Le sepolture vennero interrotte nel 1836 dal Papa a causa delle epidemie di colera e delle alluvioni. Nel 1984 la cerimonia dei Sacconi Rossi riprese la sua funzione, ma solo per un giorno: infatti ancora oggi il 2 novembre, al tramonto, un corteo di Sacconi Rossi scende fino al fiume per benedire le acque, gettandovi una corona di fiori. E in questa occasione si ha la possibilità di visitare la Cripta-Cimitero.

Continuano le stranezze e le particolarità di quest’isola. Voi ne sapevate così tante? No? Allora non perdetevi l’ultimo episodio di questa trilogia dedicata all’Isola Tiberina, crocevia di Roma, punto fondamentale di scambio nel passato e testimone delle guerre a venire. Testimone in che modo? Scopritelo domenica prossima! Ah, e…

Se non te c’hanno mannato… Vacce!!!

Lascia un commento