Il nostro viaggio in 3
I Paesi Baschi sono sorprendenti, e in tre ancora di più! La prima metà del viaggio è andata, immergiamoci nuovamente tra pinchos, spiagge, parchi naturali e parchi… giochi!
Arrivati a San Sebastian posiamo i bagagli in albergo, nella parte nuova della città di fronte alla spiaggia di Ondarreta. Ci mettiamo subito in cammino, armati di passeggino e merende tattiche per Lorenzo.
Passeggiamo sull’affascinante “Paseo Maritimo de San Sebastian”. Alla nostra sinistra si estende Playa de la Concha, gigantesca spiaggia oceanica riparata in un’insenatura naturale che regala, quasi sempre, mare calmo. Alla nostra destra strade ampie ed edifici sontuosi in stile belle èpoque ci accompagnano verso la città vecchia.
Il nostro giro per la parte vieja inizia dalla Cattedrale del Buon Pastore, per poi perderci nelle tante stradine limitrofe, fino ad arrivare ad attraversare il Puente de Zurriola che ci condurrà di fronte al Kursaal: un edifico imponente e moderno dove due cubi di vetro traslucido si fondono insieme a ricordare una scogliera.
Avvicinandosi l’ora di cena camminiamo fino a Calle de 31 Agosto, famosa per i suoi pinchos bar. I locali sono tantissimi, come anche la gente che gremisce le stradine e non è semplicissimo trovare un posto a sedere: non siate schizzinosi, qui ogni bar ha pietanze squisite quanto gli altri, banconi colmi di pinchos e specialità marittime. Fate godere il vostro palato tanto quanto ha goduto il nostro, assaggiando e, perché no, sperimentando cose nuove.

Il quarto giorno ci regala celo sereno, sole e caldo. Cos’altro fare se non approfittarne ed andare in spiaggia, per… RELAX!
Solo nel tardo pomeriggio ci attiviamo per andare a visitare il Monte Igueldo, raggiungibile a piedi o in autobus. Se avete bambini che non amano molto camminare, vi consigliamo un marsupio. In cima potrete godere di una vista unica sulla città e se ne avete voglia potrete portare i vostri bambini al “Parque de Atracciones Monte Igueldo”, raggiungibile anche con una funicolare (prezzo andata e ritorno 4,25 euro per adulto e 2,50 euro per bambino).
Il quinto giorno salutiamo San Sebastian, dove forse avremo dovuto trascorrere 1 o 2 giorni in più, ma non disperiamo perché oggi, prima di arrivare a Bilbao, ci dirigiamo in uno dei luoghi più suggestivi e spettacolari di questo viaggio… San Juan de Gaztelugatxe (la visita è gratuita ma è obbligatorio prenotare l’entrata sul sito ufficiale https://web.bizkaia.eus/eu/gaztelugatxe).
San Juan de G. scorge su una rupe circondata dal Mar Cantabrico e dal Monte Burgoa, all’interno della Riserva della Biosfera di Urdaibai, un posto magico sede di alcune delle riprese di Game Of Thrones.
Per raggiungere l’eremo in cima alla rupe si parte per un non lunghissimo, ma non poco impegnativo, trekking. Anche qui consigliamo marsupi o zaini da trekking per trasportare i bambini che hanno meno voglia di camminare. Si parte dal ristorante Eneperi e si scende fino a pochi metri dal mare. Lì inizia la scalinata che conduce finalmente all’eremo. Una volta giunti in cima, girate la testa a 360 gradi ammirando tutto ciò che vi circonda e capirete perché ora non trovo le parole per descrivervi l’unicità dello spettacolo che abbiamo ammirato. All’interno uno spazio ristretto custodisce affreschi e offerte di marinai insieme ad una campana che, come tradizione vuole, si deve suonare tre volte prima di esprimere un desiderio.

Ci lasciamo alle spalle questo spettacolo e ci dirigiamo verso Bilbao. Dopo esserci sistemati ci tuffiamo in Gran via de Don Diego Lopez de Hero, la via dello shopping dei baschi. Tra un negozio griffato e una bancarella mangiamo un pinchos e torniamo in hotel.
Il sesto giorno iniziamo il nostro tour della città costeggiando il Rio de Nerviòn, accorgendoci subito che questa è una città a portata di bambino: i parchi giochi sono tantissimi e quasi fatichiamo ad arrivare al Museo Guggenheim.
Il museo è stato inaugurato nel 1997 e realizzato in scintillante titanio, che crea delle forme fluide, ricordando onde del mare o bandiere lasciate al vento. Questa è una delle maggiori attrazioni della città, tanto all’esterno quanto all’interno (anche qui vi suggeriamo di prenotare i biglietti anticipatamente https://www.guggenheim-bilbao.eus/it/orari-e-tariffe).
Usciti, facciamo il giro intorno alla struttura per trovare Puppy, un terrier di 12 metri ricoperto con migliaia di fiori colorati e Maman, una struttura scheletrica di un ragno gigante.
Continuiamo seguendo il fiume fino al Ponte del Arenal. Attraversandolo ci troviamo nel Barrio Viejo e proseguiamo verso sud, per arrivare al Mercado de la Ribera: un vero e proprio mercato alimentare dove tanti baschi fanno la spesa tutti i giorni. Al piano superiore tanti banchi di pinchos, birre e vino dove potete mangiare ciò che volete: non c’è servizio al tavolo, quindi mettetevi pazientemente in fila per prendere le vostre pietanze e consumatele dove trovate posto.
Ora si che possiamo perderci nelle vie del Casco Viejo, piccolo e affascinante, formato da sette strade chiamate appunto Las Siete Calles. Qui incontriamo prima l’Iglesia di San Nicolàs e poco più all’interno la Cattedral de Santiago.
Per tornare in albergo ci concediamo un giro sul tram numero cinque, che costeggiando anch’esso il fiume, ci riporta verso l’hotel facendoci godere il panorama.
La mattina del settimo giorno ci rechiamo in macchina a Portugalete, a nord di Bilbao. Dopo aver attraversato il suo scosceso centro storico, che conserva l’affascinante stile medioevale, decidiamo di utilizzare una delle attrazioni architettoniche di questo piccolo comune per attraversare il fiume. Il Ponte di Vizkaya è il ponte sospeso più antico del mondo. Progettato da Alberto Palacio, uno dei discepoli di Gustave Eiffel, è ancora oggi una risorsa per i cittadini e un’attrazione per i turisti (il costo del biglietto è di circa 1 euro a tratta).
Attraversiamo il fiume per arrivare a Getxo e passeggiare sulla lunga pista ciclabile che comincia dalla spiaggia di Las Arenas. Il sole ci accompagna mentre ammiriamo le numerose dimore storiche fino ad arrivare a Puerto Viejo, un caratteristico paesino con case basse dai tetti rossi e pareti bianche che quasi ricordano i pueblos blancos andalusi. Ci fermiamo a pranzare nella piazza del paese accompagnati dalla musica che esce dalle finestre aperte del pinchos bar e a rinfrescarci grazie ad una cerveza ghiacciata.
Siamo giunti alla fine di questo magnifico viaggio, che consigliamo vivamente a tutti per ammirare le bellezze paesaggistiche e le splendide città, per assaporare i sapori di questa terra e visitare i tanti paesini più o meno famosi che racchiudono la vera essenza dei Paesi Baschi.
A presto da noi e dal piccolo viaggiatore Lorenzo!
Un po’ di guide dei Paesi Baschi e della Spagna del Nord:
