Paesi Baschi pt.1

Il nostro viaggio in 3

Quando nominiamo la Spagna ci vengono subito in mente il sole ed il mare, i chupitos e le tapas, le feste di Madrid o Barcellona o le torride giornate d’estate in Andalusia.
Questa volta però io, Arianna e Lorenzo abbiamo optato per un’alternativa vacanza estiva alla scoperta dei Paesi Baschi on the road, tra le verdi colline ricoperte dalla nebbia e le spiagge oceaniche.

L’organizzazione non è stata poi cosi complicata: volo diretto Ryanair da Roma a Santander, Priority Boarding con bagagli a mano e passeggino (ricordatevi di informarvi con le varie compagnie, che a volte non fanno salire il passeggino come bagaglio a mano, ma per policy interne lo fanno imbarcare in stiva), noleggio auto su Rentalcars.com (anche in questo caso specificate di aver bisogno o meno del seggiolino per i bambini, i costi si aggirano dai 60 ai 100 euro per l’intera durata del noleggio). A questo punto siamo pronti per partire!

La prima tappa è appunto Santander dove sosteremo 2 giorni. Per rigore di cronaca va specificato che questa città non fa parte dei Paesi Baschi ma comunque è la nostra base di arrivo e partenza e vale la pena visitarla (ma non più di due giorni).
Troviamo un piccolo hotel 3 stelle in centro e prenotiamo il parcheggio auto in un garage coperto poco distante dall’alloggio. Le strisce blu che troverete per strada permettono la sosta solo per poche ore, quindi o si cambia zona di parcheggio oppure si sceglie un garage privato: questo si ripeterà in tutte le città del viaggio, quindi studiate le soluzioni più consone alle vostre necessità. Sistemati i bagagli si parte subito all’esplorazione.

La prima via che incontriamo è Calle Calvo Sotelo, la via dello shopping della città, tra negozi e ristoranti ci si apre sulla destra una bellissima piazzetta dominata da un sontuoso edificio religioso: la Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione o semplicemente la Catedral de Santader.
Costruita in stile gotico a partire dall’inizio del XII secolo, ha due piani. Al suo interno presenta numerose cappelle minori, distribuite lungo le due navate laterali.
Accanto alla cattedrale si trova un chiostro gotico, che costituisce l’ultimo elemento costruito, l’ingresso è gratuito e vale veramente la pena visitarla.

Spinti dai morsi della fame, vaghiamo alla ricerca di un posticino dove sederci e mangiare qualcosa. Ci imbattiamo in un mercato coperto dove all’interno troviamo un tipico bar ristorante spagnolo, (Calle Hernán Cortés). Non fatevi ingannare dal nome: qui si servono solamente piatti tipici e PINCHOS (le classiche tapas qui si chiamano pinchos e sono leggermente più abbondanti e quasi esclusivamente a base di pesce), cibo che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio dato il costo molto abbordabile e la goduria che provano le papille gustative ad ogni morso. Il nostro Lorenzo se la cava agevolmente con una fettona di tortilla de patatas e qualche fetta di jamon.

Rifocillati e ancora pieni di energia continuiamo la nostra passeggiata spostandoci lungo la darsena che costeggia il mare. Accompagnati da caldi raggi di sole che fanno capolino dalle nuvole, arriviamo fino al Palacio Festivales Cantabria, che decidiamo di non visitare, ma di fronte ad esso si trova un giardino recintato, dove i bambini possono scorrazzare in libertà. Questo porta ad una passerella dove è possibile sedersi a guardare le barche che con il loro incessante avanti e indietro scandiscono il tempo permettendoci di rilassarci fino ad ammirare il nebbioso tramonto che ci si para davanti.

Il Piccolo viaggiatore a Santander
Il Piccolo viaggiatore a Santander

Il secondo giorno saliamo a bordo della nostra 500 e ci dirigiamo verso il Palacio della Magdalena, maestoso, che concentra un mix architettonico di vari stili e influenze: fondamentalmente inglesi e francesi, oltre a quelle “neomontañesas” e moderniste. Il risultato è un edificio longilineo ed elegante tale da essere scelto dai reali spagnoli come residenza estiva fino al 1933, anno in cui diventa sede dell’Università Internazionale Menendez Pelayo.
Oltre al palazzo, ad attrarre molti turisti e residenti è un parco giochi attrezzato dove poter far giocare i vostri bambini, prima di inoltrarvi nel magnifico giardino: visitabile sia a piedi che in bici, ti permette di ammirare il panorama oceanico dalle alte scogliere.
Quasi arrivati all’uscita ci accorgiamo della presenza di un piccolo parco acquatico, “Parque Marino de la Magdalena”, completamente gratuito dove alcune foche fanno capolino dal pelo dell’acqua e goffi pinguini studiano i turisti che si accalcano sui parapetti. Inutile spiegarvi l’emozione di Lorenzo alla scoperta di questo inaspettato fuori programma!

Nel pomeriggio ci spostiamo, sempre in auto, seguendo la costa verso il Faro Cabo Mayor che sorge nel punto più a nord-est di Santander. Alla destra del faro un breve trekking vi condurrà fino alla punta estrema di Cabo Mayor dove, con la brezza marina che vi accarezza il viso, potrete godere a pieno dei contrasti di colore che si creano tra l’inteso blu del mare, il grigio vulcanico delle scogliere e il verde del parco che vi circonda.

Il terzo giorno, bagagli alla mano, abbandoniamo Santander per dirigerci a San Sebastian. Sono circa 2 ore di viaggio e 200km da macinare, ma il paesaggio che scorre attorno a noi è magnifico: la lieve nebbia mattutina che si poggia su verdi colline e fitti boschetti ci fa ricordare l’Irlanda, ma è proprio questa la magia dei Paesi Baschi. Così tanto diversa dal resto della Spagna, ma così fortemente radicati nelle usanze, nella cultura e nell’ospitalità che contraddistinguono questa regione.
Prima di arrivare a destinazione facciamo una tappa a Getaria, piccolo paesino di pescatori a pochi chilometri a ovest di San Sebastian. La passeggiata è molto suggestiva, con le sue case medioevali, il porto e la passeggiata fino al faro.

Il viaggio non è nemmeno a metà, quindi non perdetevi la seconda parte la prossima settimana!

A presto da noi e dal piccolo viaggiatore Lorenzo!

Un po’ di guide dei Paesi Baschi e della Spagna del Nord:

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