Appunti di Viaggio
D’improvviso aprì gli occhi. Non ricordava cosa fosse successo l’attimo precedente. Né chi fosse, né dove fosse. Ma aprì gli occhi. Con uno sforzo enorme cercò di concentrarsi nonostante il Sole picchiasse sulla sua testa. Il caldo non dava per nulla una mano. Ma cercava di concentrarsi. Saltati i convenevoli, pensò che non era importante come si chiamasse né la sua storia terrena. Sapeva solo che di fronte a quel bagliore improvviso poteva finire in pochissimo tempo. Cosa? Tutto. Pensò “Calma, è solo il Sole”.
Era sdraiato. Se ne rese conto appena dopo aver constatato che la cosa su cui era sdraiato era calda anch’essa, come l’aria che stava respirando. Addominali. Slancio. D’improvviso si ritrovò seduto. Aveva guadagnato quei 50 centimetri utili a capire il contesto dove si trovava. Quindi si sgrullò le mani da quella che capì essere sabbia. Bianca sabbia di cui erano pieni i capelli, la schiena e, per l’appunto, anche le mani. Si mise quindi in ginocchio e poi in piedi. Era a torso nudo e indossava un paio di pantaloncini e ai piedi delle comunissime snicker grigie, di quelle con cui negli anni ‘80 del secolo scorso si giocava nei maggiori parquet NBA.
Cominciò a camminare e passando delle piccole torrette di pietra nera dalla forma tronco-conica raggiunse il mare. O un oceano. O forse un lago grande. Chi poteva dirlo. Assaggiò l’acqua ed era salata. Beh, almeno aveva escluso fosse un lago. Tornò indietro e camminò di fianco a degli arbusti sparuti che non contenevano traccia di vita o frutti. Solo ispide spine che non facevano la benchè minima ombra. Si disse “Calma, è solo una Spiaggia”.

Arrivò ad una strada. Una lunghissima lingua d’asfalto nero. Anch’esso incandescente, scaldato dal Sole. La percorse per un bel tratto e notò che sia a destra che a sinistra non c’erano altro che enormi dune di sabbia bianca. Cercò di capire dove poteva essere. Raccolse le nozioni imparate nelle noiose lezioni di geografia e sulle pagine delle riviste e pensò che un deserto sulla costa di un mare poteva essere in molte parti del mondo. Escluse la Namibia e l’Arabia Saudita, così come gli Emirati Arabi poiché ricordava che lì la sabbia ha un colore più aranciato. Da quello che poteva ricordare, sarebbero potute essere le famose dune costiere del Maranhao o quelle del Sahara. Quindi doveva essere in Brasile o in Marocco! Beh, “Calma, è un Posto straordinario”

Confortato dall’essersi perlomeno localizzato in qualche angolo del mondo, camminò per ore, incontrando solo macchine parcheggiate, ma nessuno all’interno. Alcune di queste erano aperte. Poté quindi rifocillarsi. Si dispiacque per il furto, ma pensò che la sopravvivenza aveva la precedenza sui sensi di colpa. Pensò di accendere la radio, sperando di trovare altre indicazioni utili. Portoghese o arabo? Portoghese o arabo? Portoghese o arabo? Premette il pulsante di accensione con un sussulto. Suspence. Silenzio. Poi il gracchiare di una sintonizzazione non precisa. Cambiò stazione. Ancora gracchiare. Cambiò più e più volte. Ma il risultato era sempre lo stesso. Lo stesso identico fastidiosissimo suono. “Calma, è solo Rotta”.
Ricominciò a camminare. Sabbia. Camminava. Dune. Passi. Deserto. Infinito. Poi all’improvviso nel cielo vide librarsi alcune figure. Sembravano comete colorate che indicavano una direzione. Corse con un enorme sorriso stampato sul volto. La speranza. La fine di quella stramba avventura senza senso. Superata l’ultima duna, la sorpresa. Quegli indicatori multicolore non erano altro che enormi aquiloni. Avevano le forme più strane, particolari. Vide una tigre, una strega, un orso, un pappagallo, un pinguino, uno squalo e tante, tante altre strane figure. Erano gonfiati tutti dal vento che batteva sulla spiaggia. Solo che volgendo lo sguardo verso terra e seguendo i fili che toccavano la sabbia, si accorse che a manovrarli non c’era nessuno. Sembravano lì da sempre, chissà da chi. “Calma, sono solo Aquiloni”.

Dove ci condurrà questo viaggio onirico? Ma soprattutto, dov’è che siamo? Quando? Come ci siamo arrivati? Perché?
Lo scoprirete tra una settimana!
Al prossimo racconto
Pubblicato su SevenBlog il 11 novembre 2022
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