Islanda, Geyser e altre curiosità

Appunti di Viaggio

La scorsa settimana ci siamo lasciati col sapore nauseabondo dello squalo marcio. Oggi ripartiamo da un animale molto più gradevole, ovvero il cavallo islandese! Se ne vedono parecchi lungo l’isola. Hanno un crine che sembra curato da un hair stylist e una forma un po’ tozza, con un’altezza non elevata. Ma gli islandesi tengono moltissimo a questa razza, tanto che attorno all’anno 1000 si vietò l’importazione di altri cavalli al fine di mantenere la razza pura. Anche le esportazioni sono limitate ed esiste un registro dove segnare ogni capo.

Un pettinatissimo cavallo islandese
Un pettinatissimo cavallo islandese

Il Circolo d’Oro è un tour di tre bellezze naturali nei pressi della capitale. Finora abbiamo parlato del Thingvellir e di Gullfoss. Per completare il giro, manca l’area geotermale di Geysir. Qui sorge il Geyser che da il nome agli altri fenomeni simili ad esso in tutto il mondo: spruzzi di acqua calda che arrivano dalle viscere della terra. Molto più facilmente, bisogna immaginare un sifone che passa vicino ad una sorgente di calore. L’acqua si riscalda, si dilata creando sacche di aria che risalgono in superficie creando enormi spruzzi d’acqua, alti dai 10 metri in su. Dagli anni 90 del secolo scorso non erutta più, se non occasionalmente. Però ha preso il suo posto il vicino Strokkur, con colonne d’acqua che esplodono fino ad un’altezza di oltre 100 metri.

Un'esplosione dello Strokkur
Un’esplosione dello Strokkur

In Islanda non esistono autostrade, tranne quella che ci ha accompagnato lungo il periplo dell’isola, la Hringvegur. Ma non immaginate una strada a 4 corsie, anzi. In alcuni passaggi ha ponti con una sola corsia e le rare macchine che si incontrano devono passare in maniera alternata. Questo accade addirittura in alcune delle pochissime gallerie che abbiamo incontrato: piazzole di sosta a tratti per far passare veicoli in una direzione o nell’altra.

Galleria ad una corsia della Hringvegur scavata nella montagna
Galleria ad una corsia della Hringvegur scavata nella montagna

Un’altra stranezza per noi non islandesi sono le case ricoperte di manto erboso. Questa è una tradizione antica che deve le sue origini ad un fattore di regolazione termica. Infatti lo strato presente sul tetto porta protezione contro il vento e contro il freddo. Elementi atmosferici di cui l’Islanda è ricca!

Una chiesa ricoperta dal manto erboso
Una chiesa ricoperta dal manto erboso

Ah, a proposito di manto erboso… in Islanda crescono pochissimi alberi, qualche arbusto e rari fili d’erba. Le condizioni meteo per coltivare sono avverse. Cresce solo foraggio per gli animali e vere e proprie colture sono realizzate nelle serre. La rara vegetazione che si incontra nei campi sterminati cresce sopra un cuscino di muschi e licheni. Sono morbidissimi! A tal punto che durante la visita a Gigjagja ci siamo rotolati come bambini su una pendenza. Troppo divertente!

Il morbidissimo manto erboso islandese
Il morbidissimo manto erboso islandese

Continuando in questo racconto che si sta trasformando in una specie di wunderkammer islandese, un’altra particolarità che abbiamo incontrato sono le staccionate che dividono i terreni dove brucano le pecore. Queste sono interrotte dal passare delle strade. E fin qui tutto ok. Ma dove sono le interruzioni, a terra sono posizionate grate molto alte: questo perché i capi di bestiame li vedono come un ostacolo insormontabile, come se tra una barra metallica e l’altra vi fosse il vuoto.

Grate per gli animali
Grate per gli animali

Una stranezza però è il loro consumo di tabacco. Lo chiamano “tabacco da fiuto” e da questo si capisce anche perché la porzione di mano tra pollice e indice si chiami “tabacchiera anatomica“: è lì che viene posato il tabacco, poi inalato!
Ultima, divertentissima curiosità. In molti paesini abbiamo trovato enormi palle gonfiabili su cui saltare, divertendoci come bambini. Sì, in Islanda non hanno tanto sole, ma il divertimento all’aperto è assicurato!

Io che mi diverto da matti in un parco giochi islandese
Io che mi diverto da matti in un parco giochi islandese

Lo so, avevo promesso solamente sei racconti su questo Paese pazzesco, ma… le sorprese non finiscono mai! Quindi eccone un altro la prossima settimana. Andremo a Reykjavik e vedremo cosa ha da offrire la capitale islandese!

Al prossimo racconto!

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Pubblicato da mattrossblog

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