Appunti di Viaggio
La scorsa settimana non sono riuscito a mostrare tutti i siti che volevo! Per questo, prima di passare agli argomenti del titolo, eccone altri due, molto curiosi!
Nel profondo sud, visibile dal paesino di Vík í Mýrdal, il promontorio di Gigjagja nasconde un segreto ancora poco visibile. Sulla sua cima si scorgono i resti dell’abitazione di un vichingo che si dice sia stato sepolto qui insieme al suo tesoro. Chissà se qualcuno lo abbia mai trovato.
Di sicuro molto più famosa è la “grotta di Yoda”. Andando all’interno e guardando verso fuori, si vede chiaramente la sagoma del personaggio reso celebre dai film Star Wars!

Non potevo non menzionare l’arco di pietra presente ad ovest, sulla penisola di Snaefellsnes. È la parte terminale di una parete di roccia dove sorge una comunità di gabbiani enorme e molto rumorosa. Camminarci sopra, con una vista pazzesca su questi animali, è stata un’emozione ma… Don’t try this at home!!!

Abbiamo appena toccato uno degli argomenti del titolo. Gli animali. Avevamo già visto altre colonie di uccelli sulla formazione rocciosa Valahnukamol. In quel caso non solo gabbiani comuni, ma anche qualche Rissa Tridactyla e qualche Morus Bassanus. Purtroppo il periodo non ci ha permesso di osservare i Puffin. Motivo in più per tornare!
Un cartello invece spiega come qui vivesse l’Alca Impenne, un uccello incapace di volare. Per questo molto goffo e dalla semplice cattura da parte degli umani. Fu preda fino alla metà del diciannovesimo secolo, quando venne considerato estinto.

Una delle esperienze più belle che si possa fare. È così che sto per descrivere questa escursione. Partiti abbastanza presto a bordo di un’imbarcazione di tredici metri, dopo esserci abbigliati come dei moderni ghostbuster artici, l’unica indicazione che abbiamo dal capitano è quella di guardare in mare. Scrutiamo a lungo, per quasi un’ora e mezza, senza che nulla si muova. All’improvviso, tristi sulla via del ritorno, vediamo una colonna verticale d’acqua a tribordo. Uno spruzzo che ricade velocemente. La barca si ferma. Poi dopo pochi secondi, eccone un altro a babordo. Siamo proprio al centro. Ci mettiamo di vedetta, attenti al minimo cenno.
Sempre più vicini, grandi cetacei salgono verso il pelo dell’acqua mostrando il dorso, e la pinna caudale. Sembrano timidi, ma si avvicinano sempre di più ne vediamo almeno cinque e ognuno di questi sale a respirare per cinque-sei volte. Lo spettacolo è indescrivibile. Dodici metri di balena a poca distanza. Un clan, una famiglia, che pian piano mostra anche il muso. Credo sappiano che siamo innocui e vogliamo solo osservarli, con grande emozione. Per fortuna dal 2024 anche qui la loro carne sarà illegale!

Per fortuna non lo è quella di squalo! Vengono cacciati (in quantità ormai esigua), tagliati in piccoli pezzi lasciati ad essiccare per circa sei mesi. Così divengono commestibili per l’uomo anche se i 400 anni vissuti senza l’apparato urinario si fanno sentire tutti! La carne ha un sapore abbastanza insignificante, mentre l’odore è di ammoniaca: pungerà nel naso per minuti e non vi toglierete il sapore per parecchio tempo, ma… assaggiarla è d’obbligo! Era un cibo tradizionale per gli islandesi, ma adesso che ne hanno di molto più buono, è diventato solamente una tradizione per turisti coraggiosi.

Non manca molto alla fine di questo viaggio. Per scoprire altre particolarità, l’appuntamento è per la prossima settimana!
A prossimo racconto!
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3 pensieri riguardo “Islanda, gli animali”