Appunti di Viaggio
Le scorse settimane ci siamo introdotti in quest’isola così inospitale e abbiamo visto la potenza dei vulcani (qui) e la bellezza dei centri termali in giro per l’isola (qui). Ed è proprio da qui che ripartiamo, alla ricerca del benessere che l’Islanda sa regalare.
Risorgive di acqua termale in Islanda sono un po’ ovunque, basta saperle cercare. Ma le più sorprendenti sono state quelle trovate ad Hauganes. Fronte mare ci siamo ritrovati queste Hot Tubs con “ingresso” ad offerta libera, gestite dalla comunità locale. La sola e unica regola vigente in queste strutture è lavarsi molto bene prima di immergersi. Non perde occasione di ricordarcelo anche la signora che si sta rilassando in una delle vasche, a dire la verità, con un tono molto severo. Noi lo facciamo di buon grado, anche perché sappiamo benissimo il motivo di questa legge non scritta: poiché queste piccole piscine sono riempite solamente con acqua naturale, non vengono mai disinfettate con il cloro. Quindi l’unico modo di mantenerle pulite è una buona igiene.

Allora ci facciamo una bella doccia e scegliamo una vasca a forma di barca per immergerci in un’acqua con una temperatura di circa 38 gradi. Ah, fuori ce ne sono 3.
Non passa molto tempo che dalla vasca a 43 gradi esce la suddetta signora che con fare disinvolto si immerge nel Mar Glaciale Artico e torna a riva con la stessa tranquillità con cui noi andremmo a fare shopping in un centro commerciale. Osserviamo la scena increduli e ci guardiamo negli occhi in silenzio. Sappiamo cosa stiamo per fare.
Beh, in realtà io il primo giro lo salto. Sapete com’è… ho bisogno della mia intimità! Avete capito, vero? Sì, imitando la signora, ci immergiamo nel Mar Glaciale Artico e cercando la stessa spavalderia della signora ci reimmergiamo nei nostri comodissimi 38°C.
Le sensazioni appena immersi nell’oceano: la perdita quasi istantanea della mobilità degli arti.
Le sensazioni con la reimmersione nel caldo: una marea di spilli che entrano nella carne. Dicono faccia bene… sarà! Provare per credere!

Se volete tentare con esperienze un po’ meno estreme, ma comunque “local”, vi invito a provare le piscine comunali che sono presenti nelle maggiori cittadine. Noi siamo stati in quelle di Keflavik e oltre all’ordine e alla pulizia abbiamo trovato ad attenderci una sauna, un bagno turco, tante vasche dalla diversa temperatura e scivoli da acquapark! Certo, sappiate che li farete alle loro temperature, che non sono certamente quelle di una calda estate a Riccione!

A proposito di acqua, un aspetto che mi ha colpito in un posto costoso come l’Islanda è che nei ristoranti l’acqua non si paga. È completamente gratuita, sia che la prendiate in una caffetteria, che in un fastfood o in un ristorante di alto livello. E questo sempre grazie all’abbondanza nel territorio di questo liquido così vitale!

Sempre parlando di acqua, vi starete chiedendo quando arriveranno le immagini di splendide cascate, a volte nascoste ai più, potenti geyser, altissimi ghiacciai o sconfinate linee costiere battute da onde giganti che anche negli scorsi anni hanno causato vittime tra i più disattenti.
Ancora qualche giorno di pazienza e la vostra curiosità sarà pienamente soddisfatta!
Al prossimo racconto!

7 pensieri riguardo “Islanda, il caldo e l’Artico”