Appunti di Viaggio
Ripartiamo da Scurcola Marsicana riprendendo la sr5. La direzione è Corcumello, quindi al bivio con la sr579 giriamo a sinistra (girando a destra saremmo tornati a Tagliacozzo!).
Percorriamo poche centinaia di metri quando sulla destra compare un piccolo insediamento. L’insegna reca la scritta “Villa San Sebastiano N“. Incuriositi ci addentriamo e cominciamo a girare per le vie di questo borgo non previsto nell’itinerario iniziale. Non troviamo un vero e proprio centro storico, ma la vita quotidiana sembra ruotare attorno ad una piazza con una cabina telefonica (quanti ricordi!), un bar ed una chiesa: San Francesco. Quest’ultimo, come tutti gli altri edifici incontrati finora, sembra essere stato costruito durante lo scorso secolo.
Vista l’esperienza maturata finora (qui e qui) girando queste zone, cominciamo a pensare che questo paese sia il frutto della ricostruzione di un vecchio borgo andato distrutto in seguito all’ennesimo terremoto. Questa teoria è supportata anche dal fatto che qui molte strade portano i nomi di numeri romani, come “Via V strada“: solitamente è segno di nuovi insediamenti, in cui le vie non sono ancora state rinominate. Così ci fermiamo a prendere un caffè al bar e un signore del posto ci spiega che la “N” presente sul cartello di benvenuto sta per “Nuovo”, ma l’evento funesto che ha portato l’evacuazione del vecchio paese stavolta è venuto dall’alto: il 5 settembre 1955 a seguito di forti temporali una frana proveniente dal sovrastante monte Aurunzo travolse Villa San Sebastiano causando 4 morti, una ventina di feriti e oltre 300 sfollati, costretti ad abbandonare le loro case, non più sicure.
Così il nuovo insediamento venne costruito a poco più di 5 kilometri di distanza e ultimato nelle ultime decadi del novecento.

Ringraziamo il nostro nuovo amico e decisi a saperne di più scegliamo a questo punto di impostare il navigatore verso il vecchio borgo. La strada non è lunga, così in breve arriviamo a Villa San Sebastiano Vecchia.
Il paese non ha subìto il processo di crescita, tipico della seconda parte del novecento, che solitamente si incontra in quasi tutti i borghi italiani. È rimasto molto piccolo: qui non si trovano i classici edifici in cemento armato costruiti tutto intorno al centro storico.

Villa San Sebastiano Vecchia si chiama così per via di un antico monastero dedicato al Santo e martire attorno al quale è sorto l’insediamento originario, attorno al 1200. La chiesa tuttora esistente, fulcro del borgo, ha una facciata in stile neoclassico con 4 lesene a supporto di un grande timpano.

Molto curiosamente, camminando per le vie, notiamo un’altra grande chiesa. É la chiesa evangelica metodista, che vede qui insediata una grande comunità professante questo credo.
Riprendiamo la macchina sorpresi da questa storia che non conoscevamo e ripartiamo verso la destinazione originaria, Corcumello, sicuri che nuovi aneddoti altrettanto interessanti saranno ad attenderci.

Al prossimo racconto!
