Scurcola Marsicana

Appunti di Viaggio

Quest’oggi riprendiamo il viaggio nell’avezzanese e ci dirigiamo verso il monte San Nicola. Alle sue pendici sorge un borgo con poco più di 2500 abitanti che come unica frazione vede Cappelle dei Marsi, raccontata la scorsa settimana. Stiamo per visitare Scurcola Marsicana.
Da non confondersi con la quasi omonima posta in provincia di Frosinone (Sgurgola), Scurcola è un antico paese che trae le origini del proprio nome dal longobardo Sculk, che significa “Sentinella”. In effetti le vie che portavano da Roma all’adriatico abruzzese passavano da qui. Non a caso infatti, nel XIII secolo la battaglia di Tagliacozzo tra gli Svevi e gli Angiò si combatte proprio nella prossimità di Scurcola, ai Piani Palentini. La vittoria dei Guelfi spalancò le porte ad una rivoluzione che vide Carlo I d’Angiò regnare sull’intero meridione italiano.

Un vicolo di Scurcola Marsicana
Un vicolo di Scurcola Marsicana

A seguito di questa guerra e alla distruzione di Alba Fucens, gli abitanti del borgo raso al suolo trovarono rifugio e una nuova casa sul monte San Nicola. Il centro abitato vide una rapida espansione in seguito alla costruzione della chiesa di Santa Maria della Vittoria e del monastero cistercense ad essa collegato. L’attuale chiesa è cinquecentesca e in stile barocco. La sua costruzione segue la demolizione della precedente, posta più in basso, in seguito alla guerra di cui abbiamo parlato. Il portale gotico posto sul lato proviene proprio dall’edificio originario e vi sono chiari riferimenti ai cavalieri crociati. Degna di nota è la statua della Madonna: lignea e dorata, sembra essere arte francese del 1300 o 1400.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria, interno
Chiesa di Santa Maria della Vittoria, interno

La chiesa venne costruita addossata alla Rocca Orsini. L’edificio originario è di epoca svevo-normanna (1200), ma la trasformazione a castello rinascimentale è del 1400. La forma è insolita. Ovvero a pianta triangolare. Lo studio degli attacchi nemici portò a questa particolare conformazione per avere un minor numero di lati da difendere (rispetto ai cinque dell’edificio originario). Agli spigoli, due torrioni e un bastione. Al momento in fase di restauro, si può però osservare dall’esterno con un camminamento che ne circonda l’intera costruzione.

Rocca Orsini
Rocca Orsini

Passeggiando per il centro medievale di Scurcola incontriamo il palazzo di Corradino di Svevia, del XIII secolo. Dallo stato del caseggiato, si può affermare che è stato restaurato da non molto tempo, mantenendo lo stile medievale originario.

Palazzo di Corradino di Svevia
Palazzo di Corradino di Svevia

In basso, in questo paese che è nella cerchia dei Borghi Autentici d’Italia, troviamo la vecchia sede della Domus Universitatis Scurcolae (qui per recuperare il significato di Universitas). Poco lontano, la chiesa di Sant’Egidio, piccola ma antica: le prime pietre sono state posate nell’XI secolo dai Benedettini, ma l’ultimo restauro appartiene al secolo scorso. Molto bello il portale rinascimentale.
Andando verso Tagliacozzo si incontra anche la chiesa di Sant’Antonio da Padova, con un bellissimo portale gotico.

Domus Universitatis Scurcolae
Domus Universitatis Scurcolae

Come ultimo edificio da visitare ci lasciamo probabilmente il più bello: la chiesa della Santissima Trinità. Cinquecentesca, venne eretta sulla chiesa medievale di San Tommaso. Elevata poi a collegiata, venne dotata di una doppia scala in stile barocco e in seguito restaurata in stile rococò. È a navata unica e dotata di un imponente organo a canne. La cappella attigua è settecentesca ed è dedicata all’Immacolata Concezione. Gravemente danneggiata dai terremoti del 1904 e del 1915 (qui e qui per recuperare informazioni su queste due date), è stata restaurata nel corso del 1900.

Chiesa della Santissima Trinità e Cappella dell'Immacolata Concezione
Chiesa della Santissima Trinità e Cappella dell’Immacolata Concezione

Il tempo di assaggiare dei Morzitti, i mostaccioli di queste parti, e riprendiamo la macchina. Dove andiamo? Lo scoprirete la prossima settimana!

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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