Collarmele

Appunti di Viaggio

Dopo la passeggiata a San Benedetto dei Marsi, torniamo a salire sulle alture che circondano la piana del Fucino. Il paesaggio in una mattina d’autunno è quasi spettrale. Nubi molto basse circondano case e invadono strade. Noi però non ci perdiamo d’animo e percorrendo la SS83 Marsicana arriviamo a Collarmele. Cosa ci spinge fin quassù? Siamo molto incuriositi dallo “slogan” che leggiamo sul sito internet comunale: “Benvenuti nel comune di Collarmele, dove il vento diventa Energia”.

Una Collarmele spettrale
Una Collarmele spettrale

La storia contemporanea di questo paese è davvero particolare: nel 1998 viene realizzato un parco eolico, che viene poi ristrutturato nel 2009 con l’installazione di 18 generatori sul Monte Coppetella. Questi producono una potenza totale di 72.000 Mwh all’anno, che sono sufficienti al fabbisogno di circa 50.000 famiglie. Niente male per un paese che all’ultimo censimento contava 950 anime!
In questo modo dagli aerogeneratori origina energia pulita, e il colpo d’occhio sul parco eolico a monte del borgo è davvero entusiasmante!
L’impianto di generazione di energia green non è però l’unico motivo per salire sopra Collarmele. Questo infatti sorge lungo il Regio Tratturo, un percorso che da Celano portava fino a Foggia, lungo il quale avveniva la transumanza: lo spostamento stagionale di greggi e mandrie, seguite dalle famiglie dei pastori, al fine di avere sempre un clima mite sia d’estate che d’inverno e cibo a sufficienza per il bestiame.
Lungo questo tragitto si trova anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con facciata cinquecentesca e stemma dei Piccolomini.

Il parco eolico di Collarmele
Il parco eolico di Collarmele

L’origine di questo borgo è di difficile documentazione. Sembra inizialmente fosse un oppidum (ovvero un borgo fortificato) lungo la Via Valeria (o Tiburtina Valeria), conosciuto col nome Cerfennia. In seguito all’abbandono di questo per cause sconosciute, viene costruito nelle immediate vicinanze l’abitato di Collis Armelis. Anche questo, come Pescina, fu duramente colpito dal terremoto del 1915 e l’odierno abitato fu ricostruito a monte del luogo di fondazione originario.
La Torre normanna è uno dei pochi edifici antichi superstiti. Di forma cilindrica, venne edificata nel XIII secolo come punto di avvistamento, parte della linea difensiva (visiva) che comprendeva le torri di Cerchio, Aielli e il Castello Piccolomini di Celano.

La Torre normanna
La Torre normanna

All’interno del paese si trova la chiesa parrocchiale di Santa Felicita. Lo stile architettonico è palesemente riconoscibile: molto simile a San Giuseppe a Pescina, il razionalismo della ricostruzione post-terremoto da queste parti gioca un ruolo fondamentale.

Chiesa di Santa Felicita
Chiesa di Santa Felicita

Collarmele sorge all’interno del Parco naturale regionale Sirente-Velino e fa parte dell’associazione nazionale “Borghi autentici d’Italia”.

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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