Il Circeo

Appunti di Viaggio

Navigando nei pressi delle isole Pontine, il colpo d’occhio è grande. Si erge maestoso nella pianura laziale come un gigante solitario, a picco sul mare.
Il Circeo è un monte che si innalza dalle ultime onde del Tirreno fino a 541 metri sul livello del mare; è una riserva riconosciuta dall’Unesco dal 1977 e si estende dai comuni di Latina a nord, fino a Terracina a sud; è un Parco Nazionale dal 1934, anno della bonifica della pianura pontina: comprende il lago di Sabaudia e la Duna Litoranea, dal 1977 anche i laghi di Fogliano, Monaci e Caprolace e dal 1979 l’isola di Zannone. Insomma, una delle aree costiere più importanti d’Italia, per diversità di ecosistemi.

La vista a nord
La vista a nord

Volendo soffermarci solamente sul promontorio, si può affermare che l’interesse storico-naturalistico è enorme. La vista spazia fino al golfo di Napoli e questa caratteristica ne ha fatto un baluardo di difesa e avvistamento per secoli. Basti pensare che già 75.000 anni fa questi luoghi erano abitati dall’uomo di Neanderthal!

Per visitarlo si può scegliere di salire da Sabaudia (Torre Paola), o in alternativa da San Felice Circeo. Noi scegliamo quest’ultimo percorso e lasciamo la macchina al parcheggio in alto.

Indicazioni del CAI
Indicazioni del CAI

Le indicazioni ci illustrano come a pochi passi sorga un antico insediamento. Ci dirigiamo lì e scopriamo Circeii. Quello che vediamo oggi sono i resti di un’acropoli e delle mura ciclopiche cittadine. Sembra che questa colonia romana sia stata fondata da Arrunte, figlio di Tarquinio il Superbo. Fu in seguito parte della linea difensiva contro gli Aurunci, che comprendeva anche Norba e Artena. Durante il medioevo si susseguirono i Frangipane, i Templari, i Pironti e infine i Caetani, che ne furono i signori per circa 400 anni.

Le mura ciclopiche di Circeii
Le mura ciclopiche di Circeii

Sono molti i sentieri che percorrono in lungo e in largo, ma soprattutto in alto, questo bellissimo promontorio. Quello che scegliamo noi è il 750, “Sentiero del Picco di Circe”, che collega i due accessi al parco, passando per tutto il crinale. È un sentiero riconosciuto dal CAI come EE, ovvero per escursionisti esperti. Non è adatto a chi soffre di vertigini, poiché tra il picco Circello e il Circeo il percorso è esposto da entrambi i lati e il dislivello è molto. È un sentiero ben segnalato, ma c’è da fare solamente attenzione al passaggio tra l’asfalto allo sterrato. Si rischia di andare verso il sentiero che una volta scendeva dal Circello al mare e che è stato chiuso poiché non sicuro: in realtà come sbarramento si trova solamente un cancello divelto!

Un tratto del sentiero 750
Un tratto del sentiero 750

Lasciata la strada, ci si immerge immediatamente nella foresta, con la quercia come specie verde principale, a dare riparo dalla calura estiva. Il terreno inizialmente è scivoloso, poiché un po’ in pendenza e ricoperto di foglie, poi sempre più roccioso. La prima parte è un hiking molto piacevole, la seconda un po’ più impegnativa, ma accessibile ai più. Lungo la cresta, si incontra il Fortino Creta Rossa, che sembra essere una postazione di avvistamento napoleonica.
Con tanto dispiacere, non abbiamo incontrato animali selvatici, ma sappiamo che nei dintorni si aggirano varie specie di rapaci, come il Nibbio Bruno e di mammiferi, come i Daini. Per nostra fortuna, però, non abbiamo nemmeno incrociato cinghiali!

Il fortino Creta Rossa
Il fortino Creta Rossa

La vista è fenomenale. Non solo i laghi citati sopra, la duna e la pianura sottostante, ma anche le isole Pontine, Ventotene, Zannone, Ponza e Palmarola (da sud a nord) e guardando ancora più a meridione, Terracina, i Monti Aurunci, Gaeta e il Golfo di Napoli.

La vista a sud
La vista a sud

Occorre infine citare la legenda che vede protagonista il Circeo. Non è un caso infatti se questo nome vi sembra familiare. Secondo l’Odissea di Omero, qui risiedeva la Maga Circe che ammaliò Ulisse durante il suo viaggio di ritorno alla petrosa Itaca. Il fattaccio avvenne in un’insenatura del lago di Paola e il profilo della maga è visibile tutt’oggi nella sagoma del Circeo.

Io, Matt Ross
Io, Matt Ross

Nelle giornate più torride o più brumose, passando dal mare o dalle strade nell’entroterra , si può scorgere il Circeo circondato da una coltre bianca, quasi immerso in un mare fantasioso, un’isola che galleggia nella storia.

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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