Orte

Appunti di Viaggio

Rimaniamo nei pressi di Amelia, che abbiamo visitato la scorsa settimana. Il territorio però qui sembra mutare forme. Non più dolci colline umbre, ma alture tufacee spesso brulle. Siamo a 132 metri sul livello del mare, sulla valle del Tevere. Siamo nel comune più a nord dell’agro falisco. Siamo ad Orte.

Da sempre crocevia tra l’Umbria, la Toscana e il Lazio, quindi tra i regni di cui storicamente queste regioni hanno fatto parte, tuttora ricopre una grande importanza. Dall’omonima uscita dell’autostrada A1 infatti si può proseguire attraverso la E45 (che va da Gela in Sicilia, fino a Capo Nord, in Norvegia!) o la SS3bis, fino alla riviera romagnola. È inoltre sede di un importante snodo ferroviario e di un interporto dove transitano merci su e giù per l’Europa.

Le sette contrade in cui è suddivisa Orte prendono origine dalla piazza centrale, Piazza della Libertà, sede della Concattedrale di Santa Maria Assunta. La facciata è molto elegante e all’interno le tre navate sono decorate in stile rococò. La vecchia cattedrale era stata progettata sulle orme della vecchia Basilica di San Pietro di Roma. La nuova invece è settecentesca ed ha la dignità di Basilica minore.

Concattedrale di Santa Maria Assunta
Concattedrale di Santa Maria Assunta

Sempre in Piazza della Libertà, alcune scale scendono sotto il livello stradale e si addentrano lungo cunicoli scavati addirittura prima dell’avvento dei romani. Si tratta degli antichi acquedotti, che rifornivano la città, ricca di fonti sorgive.

Accesso a Orte sotterranea
Accesso a Orte sotterranea

I palazzi nobiliari nel centro del borgo sono molti e danno l’idea di una cittadina abbastanza ricca. Così come molte sono le chiese che si possono incrociare. Tra le tante, colpisce quella di San Pietro, per la sua semplicità. Quasi una cappella, più che una vera e propria chiesa!

San Pietro
San Pietro

Continuando a passeggiare si incontra San Biagio e poi ancora San Silvestro, romanica, con il suo piccolo campanile staccato sul lato di sinistra, con quattro ordini di finestre sopra il basamento. I primi due con bifore, gli altri con trifore. La piazzetta su cui sorge sembra uscita dal tempo!

San Silvestro
San Silvestro

Al termine occidentale della città sorge la rocca, che ad oggi non ha nessuna caratteristica militare. Venne eretta a difesa della città, ma quella che si vede oggi in effetti non è altro che una ricostruzione di un palazzo nobiliare: nel 1431 il popolo si ribellò al Signore del tempo, Antonio Colonna, celebre per la sua tirannia. Affinché nessun despota alloggiasse più nella città, la rocca venne rasa al suolo dalla popolazione.

A destra, la Rocca
A destra, la Rocca

Vista la sua notevole importanza viaria e ferroviaria, Orte fu oggetto di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. In particolare, Orte Scalo venne completamente rasa al suolo. Il Monumento ai caduti ne porta degnamente la memoria.

Monumento ai caduti
Monumento ai caduti

L’origine e la storia di Orte sono considerate ancora oggi molto particolari e durante le feste viene fuori tutta la goliardia di questo posto. Non tanto la festa patronale, l’Ottava di Sant’Egidio, che si celebra a fine agosto. Quanto la processione del venerdì Santo, in cui le 8 confraternite sfilano per il centro cittadino accompagnando la statua del Cristo alla sepoltura. È una delle ricorrenze più antiche d’Italia di questo genere: le prime processioni risalgono al 1200. Proprio a queste organizzazioni “sui generis”, le confraternite, è dedicato un museo in cui sono esposte suppellettili delle 8 confraternite ortane. Da tenere in considerazione anche il Museo Civico Archeologico e il Museo Diocesano.

Linea divisoria di due contrade
Linea divisoria di due contrade

Nella strada per il ritorno a casa volgiamo lo sguardo sulla parete rocciosa che guarda alla valle teverina e ci accorgiamo che è rimasta stranamente ancora nuda, senza costruzioni. Ad un secondo sguardo più attento, ci rendiamo conto che sono tuttora in piedi gli antichi colombari, intervallati dalla cinta muraria medievale.

Mura, roccia e colombari
Mura, roccia e colombari

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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