Ardea

Appunti di Viaggio

Questa settimana la meta non è lontana da Roma. Ci si arriva percorrendo la Via Laurentina e il nome dei suoi abitanti è “ardiesi”: siamo ad Ardea!

Le prime tracce di una cittadina organizzata risale al tempo dei Rutuli, che decisero di fare di questo sperone roccioso la propria capitale. Le origini sembrano però antecedenti e si perdono nel mito. Sembra infatti che Ardea sia stata addirittura fondata da Ardeus, il figlio di Ulisse e Circe. Virgilio ne attribuisce la distruzione ad Enea.
Non si sa dove si fondono i racconti con la storia, fatto sta che queste terre sono sede di importanti stabilimenti elioterapici e di terreni fertili che nei secoli hanno donato ricchezza.
La posizione era ottima, poiché favoriva gli scambi tra Latini, Etruschi, Volsci e Aurunci e il facile accesso al mare attraverso il fiume Incastro.
In età imperiale le risorse furono ridotte all’osso, grazie anche all’ostilità di Ardea verso Roma, che la ridusse a colonia di confino per prigionieri politici.
Nel medioevo divenne roccaforte contro le incursioni saracene e in seguito contesa da importanti famiglie romane, come i Savelli i Colonna, i Caffarelli. Con l‘Unità d’Italia divenne parte del comune di Genzano prima e di Pomezia poi, finché nel 1970 raggiunse l’indipendenza comunale.

Accesso ad Ardea
Accesso ad Ardea

Parcheggiando fuori le mura, incontriamo l’area archeologica “Casarinaccio”, purtroppo non visitabile il giorno del nostro arrivo. Visti i tesori di cui leggiamo sul web (tra i quali un ipogeo paleocristiano affrescato con immagini sacre), ci promettiamo di ritornare programmando la visita.
Facciamo due passi attorno alle mura della Civitavecchia, il centro cittadino, e arriviamo alla raccolta Giacomo Manzù: egli fu uno scultore del ‘900 che decise di trasferirsi dalla bergamasca ad Ardea, arricchendo il comune di opere che in seguito donò allo Stato italiano. L’altro museo presente ad Ardea è quello civico, con una mostra permanente dedicata al cantante Franco Califano.

La Civitavecchia vista dalla via Laurentina
La Civitavecchia vista dalla via Laurentina

Entriamo da Via dei Rutuli verso la Rocca Sforza-Cesarini, che si erge imponente sulla Via Laurentina. Non rimane molto purtroppo, se non la storia di grande struttura difensiva a protezione della popolazione durante le incursioni nemiche dal mare.

Rocca Sforza-Cesarini
Rocca Sforza-Cesarini

La passeggiata è piacevole e porta in Piazza del Popolo. Qui sorge il monumento ai caduti.

La chiesa principale di Ardea è San Pietro Apostolo, del XII secolo e in stile romanico. Venne fondata dai monaci di San Paolo fuori le mura e incorpora una torre di avvistamento, poi trasformata in campanile e materiali di risulta del vicino sito archeologico, riutilizzati per vari dettagli in questo edificio. Le tre navate sono abbastanza spoglie, ma non mancano affreschi e opere su cui fermare lo sguardo.

San Pietro Apostolo, facciata
San Pietro Apostolo, facciata
San Pietro Apostolo, interno
San Pietro Apostolo, interno

Decidiamo di dirigerci verso il mare, alla ricerca del Mito. In prossimità della foce dell’Incastro, troviamo l’area archeologica Castrum Inui. Scoperto al terminare del XX secolo, era un villaggio fortificato con tanto di area sacra, impianto termale e porto sul Mar Tirreno. Insomma, non si sa se sia il luogo di approdo di Enea, ma di sicuro era un importante centro di commercio dell’agro romano.

Scavi del Castrum Inui
Scavi del Castrum Inui

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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