Appunti di Viaggio
Il viaggio in Basilicata è agli sgoccioli. L’ultima tappa che ci riserviamo come cigliegina su una torta già molto gustosa è… Altamura. Ebbene sì, sconfiniamo nella vicina Puglia per visitare una città di cui non sappiamo molto. È famosa a livello internazionale per la produzione di un particolare tipo di pane: l’impasto è di semola di grano duro, acqua, sale lievito naturale e la cottura avviene in forno a legna. Questo pane, in cui si utilizzano esclusivamente materie prime a km 0, ha ricevuto il prestigioso marchio DOP nel 2005.
Leggendo un po’ tra guide, pagine in rete e chiedendo ad un signore particolarmente disponibile, veniamo a sapere che l’origine di Altamura è incerta. Si sa solamente che è stata abitata nei secoli preromani e questa certezza la si deve alla presenza delle mura megalitiche. Tali mura impressionarono talmente Federico II, che decise di rifondare una città su un territorio che era stato quasi completamente abbandonato. L’imperatore fece costruire inoltre la Basilica di Santa Maria Assunta e trasferì nella nuova città un ingente quantitativo di coloni per popolarla.

Parcheggiamo la macchina subito al di fuori delle mura e ci addentriamo nello stretto reticolato del centro. Credo che la mole dei campanili della Cattedrale si noti da ogni angolo della città. È una specie di enorme bussola che aiuta ad orientarsi tra gli stretti vicoli pavimentati con lastroni di liscia pietra bianca, che riflette il sole e diventando terribilmente scivolosa alle prime gocce di pioggia.
Arriviamo nella piazza centrale attraversando Porta Matera e l’affollato Corso Federico II di Svevia.

Ci troviamo davanti la lucente facciata del duomo, in stile romanico pugliese, con i due campanili altissimi ai lati e il grande rosone al centro e notiamo un brulicare di persone e bambini in abito bianco che la affollano: abbiamo scelto proprio la domenica delle prime comunioni!

Riusciamo ad entrare parlando con un signore della Pro Loco, che ringraziamo mille volte e che ci spiega che uno dei vanti della città è l’enorme organo all’interno: ben 29 canne che sprigionano un suono udibile a decine di metri di distanza!
Le tre navate sono molto ricche, ricoperte negli elementi portanti da marmi policromi e sormontate dal soffitto ligneo dorato, imponente al di sopra dei matronei.


Uscendo osserviamo i grandi leoni stilofori posti sulla facciata della cattedrale e proseguiamo la visita lungo il corso, passando davanti al Comune di Altamura, fino a Porta Bari. Decidiamo di fare una passeggiata al di fuori delle mura per osservarla da fuori e poi di immergerci a caso tra i vicoli, per un giro degno dei migliori flaneur!

Il tempo di una breve pausa pranzo (solo due euro per un’enorme mezza focaccia!) e ci ritroviamo quasi per caso davanti al Museo Nazionale Archeologico, di grande importanza poiché custodisce tracce di dinosauri ritrovate nelle vicine cave in località Pontrelli, ma soprattutto i reperti della Grotta di Lamalunga e, più in particolare, l’Uomo di Altamura: lo scheletro di un uomo di Neanderthal in perfetto stato di conservazione.

Insomma, oltre al celebre pane… c’è molto più! La giornata volge al termine e dobbiamo ripartire, ma abbiamo le menti cariche di tantissimi scorci, sapori ed esperienze che ci hanno regalato queste terre!

Al prossimo racconto!
