Appunti di Viaggio
Lasciamo alle spalle Campomaggiore e attraversiamo nuovamente il Basento, alla volta di quelle montagne che finora abbiamo solamente osservato dai paesi vicini (qui per recuperare le altre tappe).
Seguiamo le indicazioni e una strada in salita ci porta ad attraversare una galleria molto lunga. Uscendone, a sinistra si apre ai nostri occhi uno spettacolo inedito: grandi pale montane si ergono sopra le valli circostanti e notiamo arroccate su di esse case, aggrappate alla roccia come in un disperato tentativo di non cadere nel vuoto sottostante. Siamo arrivati a Castelmezzano.

Questo borgo medievale è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, già annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”. Sorge nel Parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane, area naturalistica dal forte valore storico-naturalistico.
Il nome è presto spiegato. Deriva dalla posizione che occupava il castello che una volta sorgeva sulla sommità di questo paese, sito appunto tra quelli di Pietrapertosa e Brindisi Montagna (secondo alcuni e Albano di Lucania secondo altri): era il “castello di mezzo”.
Questo fu costruito in epoca Normanna, un’età di grande pace e sviluppo che Castelmezzano non vide più fino al periodo post-unitario.

Del castello non rimangono che poche rocce ad oggi. Ma se si guarda molto in alto, sulla pala dove sorgeva, si nota un camminamento in vertiginosa salita, la Gradinata Normanna: la roccia è stata scavata per sfruttare l’altezza della montagna, in modo da ricavare una torre di vedetta naturale sulla valle sottostante.
Per percorrerla oggi servono casco e imbragatura, oltre ad una sana dose di coraggio!
Avvicinandoci alla pietra notiamo che questa si sgretola sotto le mani. Infatti al contrario delle Dolomiti trentine, queste montagne sono composte soprattutto di arenaria, un materiale estremamente friabile: in sostanza, sabbia compressa. Questa roccia ci ricorda come queste montagne, tanto imponenti quanto delicate, diverse ere geologiche addietro facessero parte di un oceano preistorico.

Scendendo dal castello si attraversa un dedalo di vicoli e stradine, che costeggiano gli antichi palazzi nobiliari (come Palazzo De Lerma e Palazzo Coiro), e che sembrano convergere inesorabilmente nella terrazza panoramica, in piazza Emilio Caizzo. Qui si trova la Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo. Osservandola sia internamente che all’esterno, non è semplice descriverla con uno stile architettonico. Infatti sono diversi i lavori che nei secoli l’hanno stravolta, cambiandone numero di navate, di altari, facciata e molti altri dettagli più o meno grandi.

Sono varie le attività che si possono intraprendere a Castelmezzano. Suggestivo è il cammino delle Sette Pietre, che scende verso la valle sottostante attraversandola anche con un ponte tibetano, fino a portare in 2 km di percorso alla vicina Pietrapertosa: sentiero ispirato al libro “Vito ballava con le streghe” di Mimmo Sammartino. Si può poi tornare indietro percorrendo la ferrata Salemm, armati della corretta attrezzatura.

Nel prossimo articolo, vedremo che camminare non è l’unico modo di andare da un paese all’altro, ma anzi è possibile sfidare i rapaci che solcano questi cieli, in un’attività adrenalinica dedicata solo ai più coraggiosi…

Al prossimo racconto!

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