Appunti di Viaggio
Allontanandoci dal Parco della Grancia e dal comune di Brindisi Montagna, ritroviamo la strada E847, straordinariamente panoramica. Ci allontaniamo sempre più da Potenza.
Usciamo ad Albano e dopo alcuni chilometri in dura salita arriviamo in cima al paese, a circa 900 metri di altitudine.
Ci troviamo sull’altra sponda del Basento, ma il territorio non mostra grandi differenze. Montagne che non nascondono il passare del tempo, tra zone che soffrono di frane e altre che mostrano i segni dei terremoti.

Albano di Lucania è un piccolo paese che offre una vista stupenda sulle Piccole Dolomiti Lucane.
Le sue origini sono avvolte nel mistero. L’ipotesi più probabile è che il suo nome derivi dalla fase di colonizzazione albanese del 15° secolo.

Parcheggiando nello spazio pubblico vicino la villa comunale, si visita subito la cappella dell’Annunziata, piccolo ambiente con opere del 17° secolo, tra cui un quadro di Pietro Antonio Ferri da Tricarico.

Risalendo gli stretti vicoli del borgo, ad un tratto si incontra l’ex serbatoio di epoca fascista, ora Osservatorio Astronomico. Non è difficile scorgere nelle sue linee l’origine di questa architettura.

Alla sommità dell’altura che ospita questo paese si trova la Chiesa Parrocchiale, una volta intitolata alla Madonna della Neve, ora invece a Maria Ss. Assunta. Prevalentemente in stile romanico, l’entrata è posta sul lato lungo ed è in stile neoclassico, in pietra bianca, con iscrizione sulla trabeazione e una statua nel timpano. L’ambiente interno è diviso in tre navate, con il tetto di quella centrale a capanna, più alto delle laterali. La luce entra dal rosone sito nella facciata principale, chiusa tuttavia dal 1924. L’altare maggiore è in marmo e il presbiterio è sopraelevato, diviso dalla platea da decorazioni in marmo policromo.

Nei dintorni, scavi archeologici, mulini e Palmenti (siti di esecuzione di riti pagani) dimostrano la precoce antropizzazione di questo territorio.
Al prossimo racconto!

2 pensieri riguardo “Albano di Lucania”