Appunti di Viaggio
Lasciata alle spalle Potenza, ci dirigiamo verso sud e in appena 20 minuti di macchina arriviamo in un paesino posto a circa 800 metri di altitudine: Brindisi Montagna.
La giornata è già molto calda e le stradine assolate sono quasi deserte. Decidiamo di fare una passeggiata per i vicoli, lungo l’asse principale di Via Roma.
La piazza centrale è intitolata a Vittorio Emanuele II e la vita cittadina si svolge tutta lì.
Infatti si trovano un bar, la sede della proloco, il Comune, la chiesa principale, un pub e l’ufficio delle Poste.
Sembra un paese uscito fuori dal tempo, con l’imponente mole del castello a guardia della popolazione, quasi ad incutere timore.

Entriamo nella Chiesa Madre di San Nicola di Bari, edificata nel XV secolo sui resti di un precedente luogo di culto bizantino. I molti terremoti che hanno colpito questa zona hanno poi portato diversi restauri che ne hanno modificato l’aspetto.

Proseguiamo il percorso e passiamo davanti ad altri edifici di culto cristiano, la Chiesa Maria Santissima delle Grazie e la Chiesa San Vincenzo Ferreri. Non poche, per un paese che conta circa 850 abitanti.
Arriviamo in cima al Castello, ma troviamo il cancello chiuso. Un po’ abbattuti, torniamo verso il paese e decidiamo di entrare nel Comune per chiedere informazioni. Ci ritroviamo senza saperlo a parlare direttamente con il Sindaco, Gerardo Larocca, che notando il nostro desiderio di visitare e sapere di più su un luogo così affascinante, contatta un volontario per farci da guida.

Qui inizia il nostro percorso nella storia di Brindisi Montagna.
Lucio Addesio si dimostra un valido Cicerone, mostrandoci il suo luogo del cuore, con una maestria degna di un tour leader esperto, nonostante la sua età: 19 anni!
Ci spiega che l’origine di Brindisi Montagna è molto incerta, tra documenti e miti popolari, ma i resti archeologici trasportati al museo di Potenza dimostrano come sia un territorio abitato da molti secoli, sebbene non continuativamente.
La visita del Castello Fittipaldi-Antinori è molto affascinante e dimostra l’impegno e l’orgoglio cittadino verso questo paese. Il restauro è avvenuto nel 2018 con i materiali del luogo e rispettando le descrizioni riportate in più documenti, sebbene qualche anno fa non fosse rimasto molto del castello originario.

Il nome deriva dalla famiglia che lo ha posseduto per molti secoli, avendo il favore della popolazione (Antinori) e da quella che per ultimo lo ha annoverato tra i propri possedimenti (Fittipaldi), donandolo infine alla comunità. Se ve lo state chiedendo… sì, sono gli stessi Antinori produttori di vino in Toscana!

Gli ambienti del Castello lasciano immaginare una storia “dura”, con pareti molto spesse, ambienti piccoli e poco accoglienti. Ma, data la posizione strategica, era un avamposto fondamentale nella linea di 29 castelli, che Federico II volle a guardia del territorio lucano: viene infatti nominato già in un documento del 1240. La valle del fiume Basento, sottostante, rappresentava la principale via di comunicazione e trasporto in un’epoca durante la quale le strade erano davvero poche.

Nel 1266 il primo Dominus di Brindisi Montagna è Guidone de Forest ed è proprio lui a comparire nel video di presentazione realizzato per i visitatori, spiegando le vicende del suo paese.
Il Castello si presenta con tre fabbricati. Del primo, il più antico, non rimangono che pochi resti. Il secondo rappresenta il mastio principale, dove si svolgeva la vita quotidiana del castello. Il terzo è stata una torre di avvistamento, un luogo di culto, una colombaia e un osservatorio: posto su una roccia, che si eleva per decine di metri a picco sulla valle sottostante, sembra in bilico sullo strapiombo.
Distrutto da un fulmine nell’ultimo secolo, ora svetta fiero ricostruito sul paese.

Quasi completamente abbandonata nel XV secolo per via dei terremoti, Brindisi Montagna deve il ripopolarsi alla conquista ottomana dell’Albania: fuggiaschi della città di Corone trovarono accoglienza in questo luogo malmesso, ma pronto a una nuova vita.
La storia di questo luogo è comune a quella del suo territorio. Il brigantaggio ha lasciato qui molte tracce. Per saperne di più… ci vediamo domenica prossima!
Al prossimo racconto!

3 pensieri riguardo “Brindisi Montagna”