Appunti di Viaggio
Proseguendo la visita della costa di Enea verso sud, ci allontaniamo dalla città di Anzio, visitata la scorsa settimana, per immergerci in un altro borgo.
In realtà non usciamo mai dal centro abitato, ma ci accoglie un cartello con su scritto “Nettuno”.
Le due città costiere sono gemelle, contigue e in passato anche stessa entità municipale, fino al 1857. Con una legge fascista del 1939, le due città si ritrovarono nuovamente riunite, sotto il nome di “Nettunia”. Lo sposalizio durò molto poco: nel 1945, con la fine della guerra, venne ripristinata l’indipendenza dei due comuni.

50.000 persone animano Nettuno, borgo che nell’ultimo secolo è divenuto sede di villini di lusso e seconde case dei vicini romani. Il lungomare ne è un esempio lampante, con architetture molto variegate. Nettuno è facilmente raggiungibile da Roma anche in treno, con una comoda ferrovia che ha qui il capolinea. Non è lontana nemmeno Latina, grazie al collegamento stradale con la Pontina.
La storia di Nettuno è quindi comune a quella del borgo dirimpettaio (la puoi trovare qui), con i Conti di Tuscolo, poi i Monaci di Grottaferrata, gli Orsini, i Frangipane, i Borgia, i Carafa, i Colonna e i Borghese contendersi questo feudo.

Il borgo fortificato è opera di Papa Benedetto VIII, che decise di proteggere in questo modo gli abitanti di Nettuno dalle frequenti incursioni dei Saraceni nel XI secolo.

Davanti alle mura, in Piazza Mazzini, si trova la fontana del Nettuno, in travertino, in onore del dio romano da cui prende il nome questa città.

Il Borgo si affaccia sul porto “Marina di Nettuno”, importante per la sua vicinanza a Roma. È un porto turistico, con 800 posti barca e 14 pontili.

Nel XVI secolo Papa Alessandro VI fece costruire un forte ad ovest del borgo, a testimonianza dell’importanza che Nettuno rivestiva per il territorio di cui faceva parte: il ducato di Sermoneta. Detto “Forte Sangallo”, il progetto è attribuito ad Antonio da Sangallo il Vecchio, sebbene non si abbiano documenti diretti a riguardo.

Il forte ha una forma quadrata, con bastioni smussati agli angoli. Al centro, un imponente mastio. Situato direttamente sulla spiaggia, in questo forte è stata stipulata la Convenzione di Nettuno, patti tra il Regno d’Italia e quello Jugoslavo ad inizio ‘900, in cui veniva regolata l’annessione di Fiume all’Italia.

Ad est del centro cittadino si trova il luogo di culto più importante di Nettuno: il Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti.

È una Basilica minore del XVI secolo, chiaramente più volte ristrutturata, che accoglie una statua lignea approdata qui dall’inghilterra nel 1550, fuggita alla furia di Enrico VIII in seguito allo scisma anglicano.

Nella cripta sottostante conserva le spoglie della Santa, protettrice della purezza.

Nell’entroterra sorge un grande prato verde, diviso in 10 spazi. Molto curato, con filari di pini marittimi. È un luogo silenzioso, dove passeggiare e riflettere: il Memoriale-Cimitero Americano della Seconda Guerra Mondiale. Avvicinandosi sempre più, ci si rende conto che quei puntini bianchi che da lontano sembrano non finire mai, sono in realtà croci: 7861. Ognuna di esse custodisce la sepoltura dei soldati americani che hanno dato la vita per la liberazione d’Italia.
Al termine del giardino, una cappella raccoglie i nomi dei 3095 uomini dispersi, vittime della più crudele delle barbarie: la Guerra.

Alla prossima avventura!

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