Appunti di Viaggio
La scorsa settimana abbiamo visitato uno splendido castello sconosciuto ai più, per via della posizione non facilissima da raggiungere, specialmente nella stagione fredda: Palo Laziale.
Questa volta continuiamo la scoperta della costa laziale in direzione nord, verso una meta molto più celebre. Da queste parti da qualche anno si tiene il surf expò, kermesse che richiama i più sportivi alla scoperta di uno sport che negli ultimi anni sta spopolando, complici anche le sue declinazioni ed evoluzioni più fantasiose.
Andiamo a scoprire Santa Severa.

Il nome del borgo deriva dalla Santa omonima qui martirizzata nel II secolo. La posizione è strategica, poiché oltre ad essere sul mare è a pochi chilometri da Civitavecchia, all’estremità sud della maremma laziale, ai piedi dei monti della Tolfa e a 50 chilometri da Roma.
Sede di un importante centro romano, se ne possono ritrovare le tracce in una villa all’estremità nord del paese, sulla spiaggia del grottino. Ma non è questo il nucleo originario che ha dato vita allo splendore che andiamo a visitare. Dobbiamo trasferirci esattamente al lato opposto, a sud, per entrare nella storia di Santa Severa.

Il borgo medievale si sviluppa in parte sull’antico caseggiato romano. Il sito è stato abitato senza soluzione di continuità dall’Età del Bronzo.
Il castello è una costruzione relativamente recente, circa del 1300. Passato nelle mani di alcune famiglie nobiliari, dal 1482 è di proprietà dell’Ordine del Santo Spirito.
Viene utilizzato dai tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale come avamposto militare sul Tirreno e dal 1980 la Regione Lazio lo acquista, affidandolo al Comune di Santa Marinella, di cui Santa Severa è l’unica frazione.

Il mastio ha una pianta rettangolare, con le quattro torri agli angoli: tutte diverse tra di loro, sia per dimensione e forma, che per orientamento. La stratificazione delle ere architettoniche è ben visibile nei vari fabbricati che lo affiancano: dal palazzo nobiliare contiguo alle altre vecchie abitazioni del borgo, dalla Chiesa dell’Assunta ai caseggiati costruiti sulle mura perimetrali.

Ad oggi, all’interno del Castello di Santa Severa risiedono attività commerciali, un ostello, due chiese, musei (il Museo della Rocca, il Museo del Territorio, il Museo del Mare e della Navigazione Antica e il Museo Nazionale Antiquarium di Pyrgi).
Gli spazi interni ed esterni del borgo medievale sono prenotabili per eventi privati e convivono con scavi che stanno portando alla luce resti di ville romane, necropoli e costruzioni successive.

Dulcis in fundo, ancora più a sud del castello, si notano degli scavi proprio alle spalle dell’arenile. Sono i resti sorprendenti della cittadina pre-romana, Pyrgi. Il massimo splendore lo si ha durante il dominio etrusco, quando viene ricordata come fiorente centro portuale, riferimento della vicina Caere, l’odierna Cerveteri. Viene nominata nell’Eneide e nell’Itinerarium Maritimum, la sezione marittima dell’Itinerarium Antoninianum: un’opera di raccolta dei principali percorsi, terrestri e non, che attraversavano l’intero Impero romano, con le relative stazioni, porti e distanze intercorse.

Del 1900 sono importanti alcune ville costruite da celebri architetti dell’epoca, realizzate per la borghesia romana, soprattutto a partire dagli anni del boom economico. L’avvento del cemento armato e delle lottizzazioni dei terreni ha portato una vasta, forse eccessiva, urbanizzazione del territorio: al momento rimane abbandonata la vecchia colonia estiva costruita sotto il regime fascista, visibile dalla spiaggia prospiciente il castello.

Numerosi sono i ristoranti, i bar e i chioschi che si incontrano lungo la passeggiata lungomare. I percorsi sono ben segnalati e curati.
Questa volta è qui descritta una giornata aperta a tutti, per il piacere di una passeggiata nella storia con carrozzine e piccoli esploratori al seguito!
Al prossimo racconto!
