Roma-Siviglia, in pullman

Appunti di viaggio

Il pullman. Tanto economico quanto simbolo di viaggio slow. La lentezza con cui un albero appare, passa e scompare dal proprio finestrino ne da un’abbondante prova. Di sicuro è una valida alternativa per un tour on-the-road molto giovanile. Ed è stata l’opzione che scegliemmo per andare all’avventura ai tempi del liceo. Pochi amici, tanti amici di amici, budget da centellinare, enorme voglia di divertirci: gli ingredienti perfetti per un’allegra brigata di 40 persone circa!
Partenza da Roma all’alba, il tempo di salutare gli accompagnatori, ed eccoci immersi nella nostra vacanza. Dieci giorni di allegria a spasso per l’Europa. La meta? La lontanissima l’Andalucia!

Non avevamo la minima idea di cosa si stava per realizzare. Un viaggio tanto divertente, quanto faticoso. Ore ed ore (ed ore ed ore) sul sedile di un pullman vuol dire avere la schiena che chiede pietà, mentre si cerca ristoro nelle posizioni più assurde, tra stop-bagno programmati ed una fitta tabella di marcia che impone ritmi serrati, alla volta della tanto agognata meta. C’è da dire che anche le temperature (fino a 43 °C!) nelle torride estati iberiche non aiutano di sicuro a rilassarsi durante le pause o nel cammino alla scoperta dei borghi caratteristici e delle grandi città.
Altri lati negativi di questo viaggio, sono stati… no, non ci sono stati!

Abbiamo affrontato le lunghe tappe tra giochi e risate, con la spensieratezza che contraddistingue quella età. Ripescando nei ricordi, cercando tra i souvenir e riguardando le stampe fotografiche, mi rendo conto che è stato un viaggio memorabile, che rifarei ancora e ancora.
Le serate passate cantando canzoni dell’estate accompagnati dalla chitarra, la sangria al chiaro di Luna, le persone conosciute sul cammino e le notti trascorse nei sacchi a pelo fanno parte di un’esperienza fantastica. Irripetibile.

Il primo giorno di viaggio è stato il più lungo in termini di chilometri. E di stanchezza. Da Roma a Perpignan sono quasi 1200 km da vivere tutti d’un fiato, fino ad arrivare alla cittadina francese celebre per alcune vicende legate al Sacro Graal.
Il secondo giorno ha visto finalmente l’arrivo del pullman in terra spagnola. Un giorno a zonzo per Barcellona e le prime parole straniere che cominciano a ronzare nella testa.
Poi è il turno di Valencia. Sorprendente mix tra antico e moderno.
I giorni successivi, Granada, Cordova, Ronda, Jerez e una miriade di piccoli paesini dispersi nel mezzo delle vaste e soleggiate pianure ed altopiani spagnoli.
Punto di arrivo, a coronare un grandissimo tour, Siviglia.

Trascorriamo il ritorno con la malinconia nel cuore, consci che un grande percorso insieme è terminato, ma ben consapevoli di aver arricchito enormemente il nostro bagaglio culturale e di piccoli viaggiatori.

Al prossimo racconto!

Pubblicato da mattrossblog

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