Appunti di Viaggio
Chi l’ha detto che viaggiare significa mettere in valigia passaporto e prendere un aereo? La riscoperta del proprio territorio fa parte di un percorso che porta alla consapevolezza delle proprie origini. Perdersi tra paesini non lontani dalla propria città, ascoltare suoni e assaggiare sapori magari già conosciuti da bambini e poi persi nella memoria vuol dire portare benefici alla propria mente: il riaffiorare di ricordi sopiti da tempi felici come l’infanzia.
In questa prospettiva la tappa di oggi è un piccolo paese a un’ora di macchina da Roma. Beninteso, si può arrivare qui anche con un Bus o un Treno, all’incirca con lo stesso tempo di percorrenza, o poco più. Sto parlando di Tagliacozzo.

Nasce alle pendici del Monte Civita da cui sembra derivi il nome, Talus Cotium, ovvero taglio nella roccia, poiché adagiandosi sulla roccia sembra tagliare decisamente in due la montagna.
Le prime importanti tracce di civiltà di questo territorio risalgono all’età del bronzo e poi agli Equi. Nell’Alto Medioevo fa parte del Ducato di Spoleto, poi suo malgrado diventa campo di battaglia di uno scontro vinto dagli Angioini sugli Svevi – ricordata da Dante nel XXVIII canto dell’Inferno – che ne relega la dominazione al Papato per secoli.
Sono gli Orsini a determinare le fortune di Tagliacozzo. Nel 1250 la nominano contea e successivamente qui aprono una sede della Zecca. Dopo una piccola parentesi di dominazione dei Colonna, gli Orsini costruiscono qui palazzi nobiliari, richiamano artisti, e riempiono la piccola cittadina di opere d’arte. Nel XV secolo il tramonto di Tagliacozzo si deve ai Colonna, i quali venuti di nuovo in possesso del territorio marsicano, ne spostano il centro di potere al vicino castello di Avezzano.
Nella storia più recente, data importante è il 18 agosto 2000, quando con Decreto del Presidente della Repubblica viene elevata al rango di Città. Questo titolo è assegnato dalla massima carica dello Stato a centri abitati che si sono contraddistinti nella storia per importanza demografica, civica, storica o artistica. Non male per una cittadina di nemmeno 7000 abitanti!

La visita non può non cominciare da Piazza Obelisco, splendido centro cittadino animato da una splendida fontana sormontata per l’appunto da un obelisco, racchiusa da distinti palazzi per la maggior parte in degrado, ma che danno un’idea precisa dell’opulenza passata. Il porticato che la contornava è stato chiuso nel 1810 per ordinanza regale. Si raggiunge entrando nelle mura cittadine dalla Porta dei Marsi, che affaccia sulla più recente Piazza Duca degli Abruzzi, che ospita il Comune e il Monumento ai Caduti.

Centro artistico cittadino è di sicuro il Palazzo Ducale, che ha vissuto il periodo di maggior splendore sotto la guida di Roberto Orsini. Gli stili che si alternano, dal Tardo Gotico al Rinascimentale, denotano le varie epoche di costruzione. Molti elementi decorativi sono stati asportati dai Colonna durante la loro dominazione e le ultime modifiche risalgono al periodo fascista, quando fu realizzata la scala d’onore e si persero alcune pitture a carattere mitologico.
Molto curiosa è la storia del teatro Talia: un ex convento benedettino, divenuto luogo di spettacolo nel 1686. Evidente dall’esterno è il restauro del 2002, che gli ha donato nuova linfa. Ospita fino a 200 persone nei suoi tre ordini di palchi. Viene intitolato all’omonima Musa nel 1888, anno di arrivo in città dell’elettricità.

Sono molteplici le architetture ecclesiastiche visitabili a Tagliacozzo. Certamente le più importanti sono la chiesa e il convento di San Francesco, ospitante un chiostro con affreschi che illustrano episodi della vita del Santo, la chiesa gotico-rinascimentale dei Santi Cosma e Damiano e l’antica chiesa di Santa Maria del Soccorso, più volte restaurata dopo i vari terremoti che l’hanno investita. Arrivati sulla sommità del paese si possono ammirare da un lato i ruderi del vecchio Castello caduto in rovina, e dall’altro le cascate del fiume Imele, che immerso nella faggeta appare da una risorgiva per poi scomparire con salti che danno origine ad una piccola cascata.

Nelle gastronomie, forni e ristoranti sparsi tra le vie che si sviluppano dalle mura verso la stazione ferroviaria e la SS5, specialità da assaggiare sono gli gnocchetti con ceci e la polenta con salsicce e spuntature, da servire rigorosamente su piatti in legno, le cosiddette Scifellette, e l’agnello cacio e uova.

Gita fuoriporta o rifugio per fuggire alla grande città, Tagliacozzo offre passeggiate nella natura, buona cucina e aria salubre: tutto l’occorrente per un soggiorno da ricordare.
Al prossimo racconto!

Wow spero di poter andare presto😊
"Mi piace"Piace a 1 persona
Eh già! Anche io spero di poterci tornare quanto prima! ☺
"Mi piace""Mi piace"
Bello…se riesci in Primavera/Estate fai un salto ad Amatrice, ci sono dei paesaggi fenomenali e si mangia bene nei ristorantini che hanno aperto nella zona nuova 🙂
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie del consiglio! Conoscevo bene quelle zone, prima del terremoto. Ma non ho mai visto la zona nuova. Motivo in più per tornarci, allora: sostenere l’economia locale, mangiando divinamente! ☺
"Mi piace""Mi piace"
L’Abruzzo è una terra tutta da scoprire, come gli abitanti: gente con la testa dura, complessa, quasi rude a volte, ma dal cuore grande. Paesaggi mozzafiato, cibo e località troppo carine! Un silenzio assordante “quello di quelle” montagne. Mi è capitato di andarci, ho origini in parte abruzzesi e la sensazione è sempre la stessa: un po’ di malinconia, ma soprattutto tanta pace! Bell’articolo: Tagliacozzo poi è un gioiellino! #tileggo Un abbraccio!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Roberta grazie! Hai colto in pieno lo spirito di quei luoghi e di quelle persone! Spero di tornare presto tra quei monti alla ricerca di paesini sperduti e di bellezze da scoprire!
Alla prossima meta!
"Mi piace""Mi piace"